L’evoluzione dei veleni al Teatro delle Spiagge

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l'evoluzione dei veleni

Il Teatro delle Spiagge, il teatro sul tetto di un supermercato nel quartiere fiorentino delle Piagge, si conferma, ancora una volta, il teatro più impegnato, più attento ai diritti, più inserito nel sociale: è la sua cifra distintiva, il suo valore aggiunto.

Anche ieri sera uno spettacolo di straordinario spessore civile “L’evoluzione dei veleni” ZIONE DEI VELENI di e con Riccardo Naldini con la collaborazione di Blanca Teatro, i video a cura di Studio Nari e Enrico Mercuri, le foto di scena di Emiliano Pona e la consulenza al progetto “X”: un progetto collettivo nato, come dice l’autore e protagonista “dal desiderio di dirne quattro; un grande sfogo da parte di chi vede i propri diritti calpestati giorno dopo giorno e impunemente lasciati sotto il silenzio dei più e nel disinteresse dilagante.”

Avevo già applaudito e recensito questo spettacolo, che è stato creato da Naldini, come ha dichiarato ieri sera, ben cinque anni fa ma che è ancora attualissimo, ma ho voluto rivederlo per rivivere ancora le tante emozioni che mi aveva dato.

Ed è stata una scelta vincente: Riccardo Naldini si è, ancora una volta, superato e migliorato perché ha ridotto il numero dei personaggi che interpreta rendendoli ancora più caratterizzati, emozionanti e commoventi, ironici e drammatici, e ha aggiunto altro materiale al suo già denso spettacolo.

Ha iniziato dal reduce dai lager che racconta la sua sopportazione al dolore per le torture subite e non solo per poi trasformarsi, da straordinario istrione qual è, nel produttore-magnaccia romano de Roma e, subito dopo, nel turista sessuale-pedofilo. A questo punto ha interpretato un arrabbiato qualunque, che potrebbe essere chiunque di noi, per tutte le cose storte, sbagliate, ingiuste che accadono e ha concluso col suo “pezzo forte”: la madonna ermafrodita.

Come vi dicevo poco sopra Naldini ha voluto inserire, a conclusione del suo spettacolo la cui ultima replica è stata quella di ieri sera, il breve video da lui girato, che è stato premiato al più recente Florence Queer Festival, dal titolo “Test” che invita a fare il test HIV per una migliore prevenzione della malattia che, come ha detto Naldini, si sta purtroppo diffondendo tra gli adolescenti.

Concludo con le parole dell’autore e protagonista che ci danno il motivo del titolo di questa sua opera: “I veleni sparsi ovunque e con qualunque mezzo servono a ben poco se poi non sono accolti e elaborati in un pensiero positivo. Al contrario possono essere considerati vere e proprie provocazioni fini a se stesse con intenti distruttivi e pericolosi.  L’evoluzione dei veleni di per se, porta soltanto a morte e a distruzione, ma avendo consapevolezza dei propri mali interiori, evitando la pigrizia e la passività possiamo raggiungere mete inaspettate.  Uno spettacolo arrabbiato, senza censure e mezzi termini per raccontarci tutto quello che non avremmo mai voluto (dovuto) sapere”: ancora una volta lo ringrazio Riccardo per il suo coraggio civile.

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