Annata ricca massaru cuntentu al teatro Maugeri di Acireale

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Teatro pieno in ogni ordine di posti per “Annata ricca massaru cuntentu” di Nino Martoglio che ieri pomeriggio è andata in scena al teatro Maugeri di Acireale.

E’ l’opera più corale del grande drammaturgo siciliano che il regista Mario Sangani insieme a suo fratello Ottavio (in sigla Marot’s) hanno rielaborato lavorando sul testo che ha fatto emergere spunti e ridato valore a personaggi e situazioni svelando l’intima essenza di un bozzetto che contiene tutti gli elementi utili per tradurla in chiave di commedia musicale.

Un cast numerosissimo, 16 attori e 8 ballerini, che hanno dato vita a questa deliziosa commedia tutta in lingua siciliana sulle sempre originali scenografie di Carmelo Miano e con le musiche di Ottavio Sangani il cui intento è stato quello “di evitare una modernizzazione a tutti i costi che sarebbe risultata stridente col contesto richiamando motivi di sapore popolare ancorchè di forte impatto ritmico” (dal foglio di sala).

“Annata ricca massaru cuntentu” si svolge tutta in una vigna ai piedi dell’Etna nel giorno di san Michele Arcangelo e come dice Filippo Rapisarda nel foglio di sala “è una sagra agreste, panica e dionisiaca; la celebrazione pagana di un eros primigenio che accende il sangue ed esige un immediato appagamento ma è principalmente un inno alla giovinezza , forte e volitiva, che obbedisce all’irresistibile urgenza dell’istinto facendosi beffe di una vecchiaia arrogante e patetica nella sua impotenza…”: e il simbolo della vecchiaia arrogante è massaru Michelangiulu interpretato da Pippo Spampinato mentre quella patetica è stato impersonato dal formidabile Saro Miano che ha “colorato” ad hoc il suo mastru Vinnirannu. Bravissime le rispettive mogli dei due anziani massari, Ornella Giusto che è Grazia, la moglie di Michelangiulu, e Rosi Allegra, Santa, quella di Vinnirannu.

Straordinario, soprattutto nel secondo atto durante la notte di guardia, Miko Magistro nel ruolo del capo ciurma, mastru Filippu, e bravissima Giovanna Criscuolo in quella di Minica, che ha dato vita, soprattutto con una perfetta gestualità, a “un personaggio insignificante e transitorio nell’originale martogliano che sotto l’apparente veste di sempliciotta rivela un’aggressività caustica e un alto potenziale di grottesco umorismo” (sempre dal foglio di sala).

Bravissimo anche Emanuele Puglia nel ruolo di Marianu, amante della moglie di massaru Michelangiulu; bravi Giuseppe Brancato e Claudia Sangani nei ruoli, rispettivamente, di Filibertu e Pina, due goffi innamorati.

E bravi anche i sette vendemmiatori: Giovanni Santangelo, Salvo Leotta, Iridiana Petrone, Rosy Pellegrino, Eleonora Auteri, Salvo Scuderi e Alessio Mastroianni.

 

 

 

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