Silenzio, parla il video

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iniziostagionerugbycAlla fine di Padua Rugby Ragusa-Campi Salentina, valevole come finale per la promozione in serie B, in tanti si erano arrabbiati, erano anche volate parole grosse. Poi, per fortuna, una doccia calda, e un ottimo terzo tempo, avevano fatto sbollire rabbia e nervosismo.

Perdere di un punto, con una signora squadra qual è il Campi Salentina, una squadra che a livello fisico ha surclassato il Padua Rugby Ragusa, ci può anche stare, anche se il 28 a 29 finale, dopo il contestato esito della trasformazione di Peppe Iacono, aveva un leggero retrogusto di furto.

Poi, ieri sera, su Facebook sono state pubblicate le immagini video del calcio e quel leggero retrogusto si è fatto meno leggero.

L’ovale era passato nettamente al centro dei pali e quei due punti negati avrebbero significato vittoria per il Padua e maggiore tranquillità nell’affrontare la trasferta di domenica prossima.

Si sarebbe partiti da un 4 a 2 (vittoria per il Padua, 4 punti, e doppio bonus, mete marcate e differenza punti inferiore a 7, per il Campi), invece che da un 1 a 5.

Ma tant’è, siamo ancora qui, dopo più di 24 ore, a discutere sulla traiettoria di un pallone e sul fatto che, il video lo prova chiaramente, nonostante l’ovale avesse centrato i pali, l’arbitro della gara, il signor Tomò di Roma, si sia fatto suggestionare dal guardalinee campiota, non convalidando la trasformazione.

Intendiamoci, un errore ci può stare, e di errori ieri il signor Tomò non ne ha fatti tanti, anche se quelli che ha commesso sono risultati decisivi per le sorti dell’incontro.

Probabilmente ha sbagliato dando il cartellino giallo a Fabio Baglieri in quanto, nella stessa ruck, c’era anche un precedente fallo di un uomo in maglia verde, così come probabilmente ha sbagliato quando ha convalidato la marcatura di Paolo D’Oria, visto che, prima di schiacciare in meta, il capitano salentino aveva messo un piede fuori dal campo. E forse anche il passaggio che aveva liberato Stefano Iacono e che lo stava mandando in meta non era in avanti.

Ma questi sono errori che si possono commettere. Sulla posizione di partenza del signor Tomò, al momento del calcio di Iacono, avremmo invece qualcosa da ridire. Un arbitro di esperienza come il fischietto romano, che tra l’altro pare sia in procinto di essere promosso in Eccellenza, non può partire un metro dietro il calciatore e fermarsi a 20 metri dall’H, specialmente se la trasformazione è decisiva per l’esito della gara e i guardalinee, che in queste occasioni si spostano dietro i pali, sono di parte. Perché, forse non tutti lo sanno, per questa finale di andata è stato designato un solo arbitro federale e i due guardalinee si dovevano scegliere tra i tesserati delle due società.

E a questo proposito, un esame di coscienza dovrebbe farselo il guardalinee campiota. Possibile che, da quella posizione, non si sia reso conto che il pallone avesse centrato i pali? Difficile crederlo. Vorremmo inoltre sapere se questo signore, che ha di fatto decretato la sconfitta del Padua, è lo stesso che a Santa Maria C.V., nel ritorno dei quarti di finale dei play off, è stato più volte redarguito dall’arbitro per le sue segnalazioni palesemente di parte, al punto da fargli decidere l’inversione dei suoi due “collaboratori”? Se così fosse, anche la società sportiva dilettantistica Campi Salentina Rugby dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza.

Però, come diceva un famoso allenatore di calcio, “rigore è quando arbitro fischia” e dunque tutte queste discussioni sono inutili.

Speriamo solo che, per la partita di ritorno, il Comitato Regionale Laziale, delegato dalla Fir per l’organizzazione dei play off, abbia il buon senso di inviare al Trevisi di Campi Salentina una terna arbitrale e un commissario di campo. Perché sbagliare è umano; perseverare sarebbe diabolico.

Il Padua ha già pagato dazio lo scorso anno. Prima, in semifinale, a Barcellona Pozzo di Gotto, quando ha subito una meta irregolare (il guardalinee di barcellonese prima aveva segnalato un fallo laterale in favore del Padua ma poi, rendendosi conto che l’ala barcellonese aveva segnato la meta, aveva negato di aver alzato la bandierina). Quella meta, nei fatti, aveva segnato la sconfitta per gli iblei e la condanna a disputare la finale per il terzo posto che, inspiegabilmente, si è giocata a Pomigliano d’Arco, costringendo i ragusani a una lunga e costosa trasferta, mentre gli avversari, il Viterbo, si sono spostati solo di qualche centinaio di chilometri.

Auguriamoci che i play off di quest’anno non siano una replica.

 

QUI IL VIDEO:

 

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