Crocerossine in prima linea: sempre al servizio della Nazione

Print Friendly, PDF & Email

La Croce Rossa Italiana è una delle più grandi organizzazioni umanitarie al mondo, da sempre portatrice di storia e di buoni valori, di cultura e di amore per la patria.
Emblematici sono i suoi corpi Volontari che oAl Salone del Libro di Torinoperano ogni giorno a fianco e per la nazione, nelle più disparate attività che comportano dedizione e sacrificio, voglia di condivisione e sostegno.
Abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Francesca Arru che, Referente Nazionale per la Comunicazione delle Crocerossine, ci ha raccontato la sua esperienza e ci ha svelato qualcosa in più sull’impegno delle infermiere volontarie.

Che significa al giorno d’oggi fare la Crocerossina?
Le donne di oggi hanno un ruolo diverso nella società: sono madri e mogli, sì, ma anche donne lavoratrici e in carriera, studentesse e, più in là, sostegno per i propri figli e le loro famiglie.
Un quadro diverso dal passato, dove essere Crocerossina era l’apice dell’impegno sociale al femminile.
Oggi è necessaria una bella dose di determinazione, passione e capacità organizzativa fin dall’inizio: un corso teorico e pratico di due anni da far coincidere con tutto il resto non è davvero facile.
Eppure ancora oggi ci sono molte donne che si presentano presso gli ispettorati di tutta Italia per intraprendere, questa esperienza.
Come nel 1908, le Crocerossine hanno una preparazione professionalizzante, alla quale si aggiungono specializzazioni e esperienze sul campo, difficilmente riproducibili altrove, che costituiscono un bagaglio di rilievo che ci fa apprezzare sia in ambito civile che militare, in Italia e all’estero.

Quando è iniziata la tua esperienza?
Io ho iniziato a 22 anni, circa 27 anni fa, grazie a Voi giornalisti!
Un breve trafiletto annunciava i corsi previsti nella mia città, riportando una immagine classica: quella della sfilata del 2 giugno.
A spingermi a continuare in questo impegno sono state le amicizie, l’interesse per le tematiche trattate e le esperienze, che ho vissuto.

Come si può far parte del corpo delle infermiere volontarie?
Per l’accesso sono richiesti dei requisiti di base: un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, la cittadinanza italiana e un diploma di scuola superiore di 2° grado. È necessario per iniziare quest’attività, recarsi presso l’ispettorato della propria città, dove si riceveranno tutte le altre indicazioni. Siamo un Corpo ausiliario. Il corso dura due anni ed è costituito da lezioni frontali-teoriche e da pratica ospedaliera con esami per ciascun anno. Al superamento degli esami, l’ultima parola è quella dell’Ispettrice: a lei, infatti, spetta la nomina della allieva a Infermiera Volontaria CRI.

Che ruolo giocano le Crocerossine in Italia?
Se parlassimo di calcio e, la sua domanda un po’ richiama l’argomento, direi che sono dei centro avanti di sfondamento!
A parte gli scherzi, il nostro numero non è elevato, ma funzionale all’impiego, così come accade per ogni reparto specializzato e con compiti d’emergenza. L’essenziale è l’elasticità e la professionalità, due caratteristiche che contraddistinguono le Infermiere Volontarie.
Essendo presenti sul territorio nazionale con una capillarità che è paragonabile solo a quella dei Carabinieri, siamo in grado di intervenire con pochissime ore di preallarme in ogni circostanza di emergenza, inserite in unità esclusivamente CRI o di protezione civile o delle Forze Armate.
Nel quotidiano la nostra attività si svolge prevalentemente nei centri di ascolto antiviolenza e negli ambulatori sanitari. Ma ci occupiamo anche dell’assistenza dei senza fissa dimora, della prevenzione di malattie e svolgiamo diverse attività formative per comunità, enti e scuole, attraverso corsi di educazione sanitaria, BLS e BLS-D, di disostruzione pediatrica e di divulgazione del Diritto Internazionale Umanitario.
A questo si aggiunge tutta l’attività ausiliaria in collaborazione con le forze Armate, presso i poligoni, nelle infermerie e negli ambulatori e presso i centri ospedalieri militari.
Il nostro impegno è perciò molto vasto e spesso varia e si coniuga alle esigenze del territorio: il volontariato in Croce Rossa è vario e aperto a disparate esperienze.
Insieme alle altre due realtà della Croce Rossa italiana, cioè i Volontari e Il Corpo Militare CRI, costituiamo una squadra in grado di affrontare ogni situazione e di portare avanti i progetti del Movimento della Croce Rossa.
Per essere sempre all’altezza dei compiti, svolgiamo una attività di formazione continua e molto specializzata.

Siete state presenti all’edizione 2013 del Salone del Libro. Che significato ha avuto per voi quest’esperienza?
Per le Crocerossine questa è stata la seconda presenza, invece è stata la prima per i Volontari e il corpo Militare delle Forze Armate.
Insieme abbiamo una storia lunga quanto quella della Croce Rossa Italiana, quasi quanto quella della nazione! È con queste strutture che si è sviluppata l’attività della CR in Italia.
Per questo motivo la nostra storia è diventata d’interesse per la ricerca storica e per l’editoria. A questo si aggiungono tutti i diari scritti dalle Crocerossine in servizio, durante i conflitti: vere testimonianze, che riportano seppure con il linguaggio di un epoca passata, sentimenti, riflessioni e realtà ancora oggi valide.
L’esperienza del Salone del Libro è stata una valida occasione per farci conoscere, per quello che siamo stati e per quello che siamo, ma soprattutto per quello che saremo.
Vogliamo entrare in contatto con le persone in modo diverso, per portare la cultura e i valori del Movimento di Croce Rossa da sempre impegnato nella difesa dei più vulnerabili, in tutte le società del mondo: la cultura del volontariato, della salute e la cultura della pacifica convivenza tra i popoli e del rispetto dei diritti dell’uomo.
Per questo abbiamo voluto oltre all’area espositiva, creare anche un’area dedicata a conferenze con relatori provenienti da diversi ambiti: sanitario, legale, storico, stimolando il confronto e la riflessione.
Inoltre, non dimenticando il tema della creatività, che ha guidato tutta l’edizione del Salone, abbiamo deciso di introdurre un’installazione multimediale chiamata “libro magico” per presentare le immagini delle nostre attività. Altro momento particolare sono state le esibizioni dimostrative delle unità cinofile del Corpo Militare che hanno mostrato l’abilità dei loro “compagni d’emergenza a quattro zampe”.
Anche quest’anno la simpatia della gente ci ha circondato, con la complicità e l’affetto di sempre, quindi diamo appuntamento fin d’ora per la prossima edizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*