Vuoi correre? Paga

Print Friendly, PDF & Email

petrulliragusaIl commissario straordinario di Ragusa, Margherita Rizza, una ne fa e cento ne pensa. Dopo la brillante idea di convogliare l’acqua inquinata di alcuni pozzi nel circuito idrico cittadino, idea per  fortuna abortita a seguito delle forti proteste dei ragusani, in questi giorni la commissaria se n’è inventata un’altra: far pagare ai cittadini e alle società sportive l’utilizzo delle strutture sportive della città.

In pratica, con la delibera n.260 del 28 maggio 2013 riguardante “Servizi pubblici a domanda individuale. Determinazione tariffe 2013 Impianti sportivi”, la dottoressa Rizza ha stabilito che chiunque vorrà andare a correre o a giocare in uno dei dodici impianti cittadini dovrà pagare un ticket.

Tale delibera è, lo leggiamo dal comunicato stampa del Comune di Ragusa n. 195 del 31.05.2013, “ispirata ad un principio cardine della finanza locale, che impone all’Ente che il costo complessivo dei servizi a domanda individuale, sia coperto da proventi tariffari almeno per il 36% dei costi complessivi, previsto dall’art. 243, comma 2, lett. A) del D.Lgs. n. 267/2000”.

Tradotto in italiano, significa che chiunque usufruisca di un servizio erogato dal Comune deve partecipare alla spesa. Quindi, così come chiunque salga su un autobus deve pagare un biglietto o chiunque viva in città deve pagare per la raccolta dell’immondizia, allo stesso modo, per il commissario straordinario, anche chi entra in un impianto sportivo deve pagare una tariffa.

La cosa, a nostro modo di vedere, ha dell’assurdo. Perché, se pagare per prendere un autobus si può accettare, visto che si utilizza un servizio pubblico invece che uno privato (la propria auto), andare per esempio a correre sulla pista del Petrulli non è un’attività che si fa in alternativa alla corsa tra il tinello e la camera da letto di casa propria.

E poi, non si è sempre sostenuto che praticare sport fa bene alla salute? E allora perché non considerare la corsa sulla pista del Petrulli come un investimento per il futuro, visto che questa attività permetterà alle casse comunali una minore futura spesa per servizi sociali e medici?

Se si è comunque deciso di far pagare un ticket al privato che va a correre al campo di atletica, perché fare lo stesso con le società sportive che svolgono la loro attività nelle strutture cittadine se la delibera commissariale riguarda i “servizi a domanda individuale”?

Inoltre, le società sportive non svolgono anche un’attività sociale? Chi tiene quotidianamente impegnati i nostri figli quando non sono a scuola? Chi inculca loro i principi di lealtà, correttezza e sportività? Chi li aiuta a crescere più sani? Stando così le cose, non dovrebbe essere l’Amministrazione comunale a pagare un ticket alle società, piuttosto che il contrario? Non sono anche queste le ragioni per cui, ad esempio, la Chiesa Cattolica ha tante agevolazioni dal punto di vista fiscale e non solo?

Evidentemente così al commissario non sembra, visto che pare abbia addirittura stilato un vero e proprio listino prezzi, con tariffe che vanno dalle 21 euro l’ora per allenarsi al PalaMinardi (65 euro se vi si vuole giocare una partita), alle 14 per il campo di rugby (45 per la partita).

La cosa più divertente, per modo di dire, è che al Petrulli, in aggiunta al ticket per allenarsi (o giocare una partita) bisogna anche pagare un euro per poter usufruire della doccia. Ci chiediamo se nel “listino” ne viene specificata anche la durata e se il doccia schiuma è incluso nel prezzo…

Per fortuna che tra una settimana si vota. Speriamo solo che i ragusani questa volta sappiano scegliere bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*