Dalle corsie ospedaliere ai telefoni d’ultima generazione

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WCENTER 0WLFBFSDFE  -  ( Marco Giugliarelli - _DSC2699 copia.jpg )PER LUCA PER ARCHIVIO

Solo quando cammini per strada e ti imbatti nella gente, ascoltando le loro storie svariate ma vere, cogli una possibilità di confronto che ti porta a riflettere e vedere da una diversa prospettiva la vita.

Siamo troppo presi dalla tecnologia e dal messaggio che ci giunge da un social network, ci si incanta per ore ed ore innanzi ad una conversazione virtuale piuttosto che ad un dialogo reale tra amici che bevono il caffè;  i nostri figli o nipoti lamentano l’assenza dell’ultimo telefonino mentre tutti i loro coetanei lo posseggono diventando per questi motivo di sfarzo;  mentre tutto ciò scorre, qualcuno vicino a noi lotta per non mollare, per ritrovare un appiglio e potere continuare a sperare e ritrovare la strada.

Siamo troppo presi dal caos futile che ormai ci rappresenta come umano essere per renderci conto, per essere consapevoli che il dono della vita può anche riservarti momenti di panico e buio totale come questo, durante il quale serve una mano, un sorriso anche da parte di un estraneo per aggrapparsi senza dipenderne.

Le corsie degli ospedali sono piene di gente che necessita di un semplice “ciao, come stai oggi rispetto ad ieri”, sono stracolmi di anziani signori bisognosi di un sorriso e di un bacio in fronte che scaldi quel gelido letto sul quale giacciono.

Non sempre ci si ferma a pensare a tutto ciò che ci accade intorno, mentre in realtà, tutto ciò che abbiamo intorno, non siamo altro che noi, gli altri siamo noi, uomini e donne che sono, siamo noi, il nostro passato, presente, futuro.

Noi  siamo negli altri così come gli altri sono in noi.

Immagine: www.immaginigoogle.it

 

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