Le ragioni degli shabab somali

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Al jazera ha intervistato lo sceicco Abu Abulaziz Muscab, un portavoce degli Shabab responsabili dei sanguinosissimo attacco al centro commerciale Westgate  di Nairobi.

Riportiamo alcuni elementi essenziali di quello che ha dichiarato.

Muscab afferma che hanno attaccato due  anni dopo l’intervento keniota  perché ora non se lo aspettavano e potevano avere il vantaggio della sorpresa e che hanno attaccato il  centro commerciale Westgate perché è un  luogo dove ci sono negozi ebrei e americani, dove i governanti del Kenia vanno a divertirsi,  dove si riuniscono i diplomatici dei paesi ostili: per questo  è un obbiettivo militare.

Sulla morte di civili, il  Kenya dovrebbe  prima chiedersi  perché hanno bombardato i campi profughi di innocenti civili somali, nella regioni di  Geda e Giuba. Ha detto anche che nessuno ha un record criminale peggiore del  Presidente del Kenya Uhuru Kenyatta: si parla ora di decine di persone uccise al Westgate, mentre lui è responsabile della morte di migliaia di persone quando concorreva  per la presidenza. Se i keniani vogliono considerare qualcuno responsabili per le stragi   dovrebbero iniziare prima da lui.
Per il  fatto che sono stati uccisi anche somali e mussulmani afferma che sono stati avvertiti  tutti i musulmani quando hanno preso il contrpllo del centro  come  i testimoni confermano.

Ha detto poi che alcuni dei morti somali e mussulmani potrebbero essere stati colpiti  dai soldati keniani durante il violentissimo scontro  a fuoco
Al-Shabab agisce  per proteggere i musulmani e i somali in particolare, sono gli unici che proteggono la Somalia, l’unico gruppo che lotta contro i nemici storici della Somalia.
Non può dire se in seguito a questo attacco, il  Kenya ritirerà i soldati dalla  Somalia: non spetta a loro decidere   ma ai keniani. Afferma pero che se non si ritireranno gli attacchi si ripeteranno in ogni citta del Kenia fino al ritiro completo. Gli shabah  non sono  responsabili:  stanno  solo difendendo i diritti del popolo somalo.
Alla obiezione che attaccare  civili e un segno di debolezza e che presto gli shabab saranno un ricordo del passato risponde  che è il governo keniano che sta sul punto di sparire:  si mantiene solo sui cari armati  e  si affida al sostegno straniero, anche per far fronte a una cosa limitata come il Westgate hanno dovuto chiedere sostegno occidentale.

A  domanda dell’intervistatore ha parlato  anche dei  rapporti  con il  Centro Giovanile Mombasa (MYC ) formato da mussulmani  kenioti che nel passato  aveva  approvato più volte le azioni di  al-Shabab . dicendo che i  rapporti con il MYC  sono le stesse relazioni tra i musulmani, sono  fratelli musulmani. L’Islam è la relazione comune, e hanno lo stesso diritto come qualsiasi altro musulmano. Nessun accenno, quindi, a eventuali complicità nell’assalto.

Al-Shabab, condivide  fini  e  strategie che furono di al Qaeda e di bin Laden  Con la caduta del dittatore Siad Barre (1991)  la Somalia precipitò  nel caos a cui si cercò di porre rimedio  nel 1994 con l’operazione “Restore hope” ma le truppe internazionali guidata dagli Americani  furono  coinvolte nelle lotte fra i “signori della guerra” e  presto si ritirarono. Nel  caos generale nel 2006  Al shabab   sembravano sul punto di prendere il controllo del paese: furono fermate dalle truppe etiopiche con l’aiuto  occidentale: In seguito truppe del Kenia e di altri paesi africani entrarono nel territorio ricacciando gli shabab senza, però, riuscire a eliminarli. In particolare il Kenia è a grande maggioranza cristiano ma nelle regioni di confine vi sono zone abitate da somali che vengono anche rivendicate. Lo scontro  quindi fra al shabab e il  Kenia è insieme religioso e nazionale.

 

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