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960165_10201692776633736_189690893_nQuesta sera al Granteatrino – Casa di Pulcinella di Bari si è conclusa la tre giorni di “A N O M A L U S”, presentato dalla compagnia l’Occhio del Ciclone Theater, con regia e scene di Gianfranco Groccia e Giambattista De Luca e la partecipazione di Lino De Venuto, Maurizio De Vivo, Michele Scarafile, Enrico Milanesi, Anna Volpicella, Carlo Alberto Cassano.

Sono stati portati in scena due testi liberamente tratti da “Il bicchiere della staffa” di Harold Pinter e “Escurial” di Michel De Ghelderode.

Due piece crudeli e visionarie che trovano il loro punto di incontro proprio nella crudeltà, nella violenza gratuita, nello svilimento dell’individuo fino al suo annientamento.

Nulla di tutto questo si vede però sulle scene, gli attori lo fanno immaginare, magari ascoltare ma nulla lo spettatore può vedere con i suo occhi.

E sono proprio gli occhi “lo strumento di tortura” dell’aguzzino de “Il bicchiere della staffa” di Harold Pinter, il primo atto dello spettacolo.

Un funzionario di polizia di un regime qualunque, completamente imprigionato da esso, che tortura i suoi prigionieri ispirandosi impropriamente alla figura di Dio: ”Tutti sanno che Dio parla attraverso di me”.

Una violenza fisica e psicologia contro chi “pensa diversamente” dall’autorità ufficiale: un uomo, sua moglie e il loro figlio che “era solo una piccola carogna.”.

Un personaggio crudele, che guarda le sue vittime negli occhi scorgendone l’anima, quell’anima che lui non ha più.

“Il bicchiere della staffa” è stato scritto dal drammaturgo inglese nel 1984.

Attraverso la rilettura dell’opera di Pinter si intende rievocare, con evidenti riferimenti all’attualità più drammatica, il tema della violenza come mezzo di sopraffazione e annichilimento delle libertà individuali e dei più basilari diritti civili.

Pinter fu molto contestato durante la sua vita in quanto eccentrico e incomprensibile eppure le sue opere sono le più rappresentate oggi :”Adesso sono diventato comprensibile, accettabile, eppure le mie commedie sono sempre le stesse di allora. Non ho cambiato una sola battuta!”.

Un’attualità che spaventa!

Il secondo atto è dedicato ad un opera fondamentale di Michel De Ghelderode, “Escurial”.

Il dramma, scritto nel 1927, costituisce nella sua brevità una summa di tutti gli elementi estetici e poetici presenti negli scritti del grande drammaturgo belga, che prende spunto dalle pantomime comiche, dal teatro di figura e dalla mascherata.

Escurial è incentrato sul dialogo tra un re ed il suo giullare, riportando così, il tema medievale del rapporto conflittuale tra Re e Giullare, al periodo antecedente alla caduta definitiva del nazismo. Viene portato in scena un gioco al massacro in cui re e giullare si scambiano i ruoli. Il re indossa il cappello da buffone, lasciando a quest’ultimo scettro e corona. Il re spera così, durante la farsa, di ritrovare i giorni verdi dell’amore coniugale, quando corteggiava la sua regina ora morente, mentre il suo buffone si ostinerà con l’idea di coniugare l’amore della sua regina ad un potere che lo irride.

La regina muore, il re viene convocato, chiunque sia…ma chi è il re, chi è il buffone? Non ci si può però esimere dal rispetto delle regole e così la farsa può solo divenire tragedia.

Una piece impegnativa, una prova di forza per gli attori, tutti eccezionalmente bravi dal più piccolo al più grande.

Teatro serio e impegnato questa sera alla Casa di Pulcinella, un paradosso che, seppur casuale, ha un sapore interessante.

“A N O M A L U S”,

Compagnia l’Occhio del Ciclone Theater

Regia e scene di Gianfranco Groccia e Giambattista De Luca

Attori: Lino De Venuto, Maurizio De Vivo, Michele Scarafile, Enrico Milanesi, Anna Volpicella, Carlo Alberto Cassano.

Musiche di Franck Zappa – costumi Tina Manicone – luci e fonica Nicola Santamato – fotografo di scena Mario Vitale – scenotecnica Emanuele Hila – grafica Beppe Merola Studioidea.

email: occhiodelciclone.teatro@gmail.com

pagina facebook: l’occhiodelciclone theater

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