Giovanni Guidi e Gianluca Petrella conquistano il pubblico del Ma di Catania

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La XXXI stagione di Catania Jazz  curata dal direttore artistico Pompeo Benincasa,  ha visto di scena al “Ma” di Catania, il duo composto da Giovanni Guidi al piano e Gianluca Petrella al trombone,  due  talenti  scoperti da Enrico Rava oggi annoverati musicisti internazionali. Il pianista Giovanni Guidi ha pubblicato di recente per la Ecm  di Manfred Eicher, il primo lavoro a suo nome dal titolo “City broken of dreams”, questo a dimostrare che il musicista ormai e’ una delle migliori realtà nel mondo del jazz. Gianluca Petrella, dal canto suo, e’ annoverato come   uno dei migliori trombonisti internazionali piazzandosi primo nella classifica della rivista “Down Beat” nel 2006 e nel 2007. La sua ultima fatica e’  del 2012, progetto realizzato con la “Cosmic band”  dal titolo ”Coming tomorrow  part two”  che chiude il cerchio con il lavoro del 2010 intitolato “ Coming tomorrow part one”, inciso per la “Spacebone records”, etichetta creata dal trombonista nel 2009. Di recente Guidi e Petrella hanno dato alle stampe “ Soupstar “, album uscito come allegato di Musica jazz sul numero di  settembre 2013. Hanno collaborato all’album David Butti al sax baritono su ”You Ain’t Gonna Know me“ di Mongezi Feza  e al contrabbasso nel brano “ Addis Abeba  Calling”  di Gianluca Petrella. Alle abili mani di Ricardo Villalobos e Max Loberbauer  e’ stata affidata l’elettronica.  I  brani “ Calì Gula”, “ Marc Anton“ “Pom pay”, portano la loro firma. Le altre tracce  ricercate  e molto avvolgenti sono state create dalle menti di Giovanni Guidi  e Gianluca Petrella. Dopo un tour che ha visto il duo suonare in molte località  europee e italiane, finalmente sono approdati a Catania dopo le tappe di Palermo e Caltanissetta.  Sono le ore 21, 30 quando sul palco giungono i  due musicisti, tra il pubblico si fa notare un gatto maculato che passeggia nel corridoio del teatro rendendo lo scenario caratteristico e surreale. L’apertura del concerto e’ affidato al brano “The house behind this one” scritto da Giovanni Guidi; le sue mani si muovono leggere sui tasti mostrando una tecnica sopraffina costruita dopo anni di studi con Ramberto  Ciammarughi, suo maestro ed ex pianista degli “Area 2” di Giulio  Capiozzo. Bellissime le interazioni sui martelletti del piano percossi da Guidi e Petrella. La musica scorre come un fiume in piena,  i fraseggi tra il pianismo di Guidi e le soluzioni pirotecniche del trombonista Gianluca Petrella sono accattivanti e armoniose. Pregevole un’ assolo di Petrella che, utilizzando solo la coulisse, ha eseguito scale e improvvisazioni  mandando in visibilio il pubblico.

Durante la serata viene rivisitato in modo eccellente lo standard   “ Over the rainbow” reso famoso da Judy Garland.  Guidi e Petrella scelgono traiettorie che rendono il brano di una bellezza rara senza essere stantio.  Dall’album”  Soupstar “ verrà eseguito “ You Ain’t Gonna Know me” ( ‘ Cos You Think  You Know Me) scritto dal trombettista sudafricano Mongezi Feza,  morto prematuramente nel 1975 a soli trent’anni. Per rimanere nel territorio africano Petrella esce dal suo cilindro il brano  “ Addis Abeba Calling”, che chiude il set di un concerto memorabile. Dopo un applauso scrosciante, i musicisti salutano con un bis coinvolgendo il pubblico. Che dire: un’esibizione  dai risvolti fantasmagorici, anche se il connubio piano e trombone può  sembrare astruso,  Guidi e Petrella con il loro talento hanno mostrato che possono coesistere queste famiglie di strumenti così lontane, così vicine. Un viaggio che ti porta su territori inesplorati  dove riesci  a cogliere il silenzio e i profumi nell’aria vergine. Guidi e Petrella questa sera hanno dimostrato che sono due belle realtà italiane con riconoscimenti internazionali. Lunga vita al jazz italiano finalmente  riconosciuto a livello mondiale.

Alla prossima per un’altra bella pagina di musica.

Fotografie: Marco Manna

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