Il fascismo dietro la maschera del sistema

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letta_letta-438x307 Il non governo Letta,  per coprire le sue vergogne ed i fallimenti  sui  i problemi reali del paese, ha colto la  palla al balzo delle ultime vicende parlamentari per attaccare violentemente il M5S.

Un film  già  visto nella storia dei regimi, o dei governi oligarchici: sollevare polveroni,  distogliere, con un  diversivo, l’attenzione del popolo  dai vari provvedimenti incostituzionali per farli passare di riffa o di raffa:  dai favori elargiti a banche e alle lobby  all’ immobilismo di fronte ai problemi veri ed irrisolti  del paese.

In questi giorni, dopo il patto indecente  tra Renzi ed il resuscitato Berlusconi,  che vorrebbero imporre all’Italia la loro legge elettorale, è iniziata una campagna mediatica contro il M5S, reo di aver protestato con forza contro l’ennesima  porcata  parlamentare. Li si accusa addirittura di atti di fascismo, di violenza, cercando ipocritamente, caratteristica costante e peculiare della propaganda pidina, di ribaltare la realtà dei fatti e soprattutto oscurando il merito dei problemi. Ci si attacca ad un linguaggio colorito, a volte offensivo e, direi giustamente, diretto, quello che spesso in passato usò anche Sandro Pertini, per fare del becero moralismo di sistema.

Alcuni pennivendoli  insieme ad altri barbagianni della stampa , che evidentemente sono in malafede o non conoscono la storia, blaterano ogni giorno di  violenze inaudite in parlamento (scordandosi di  citare che l’unica vera violenza è stata quella dello schiaffo ad una parlamentare del m5s), di “squadracce fasciste all’assalto”  o di altre panzane similari, nell’ intento palese di convincere i cittadini che il m5s è violento, distruttivo, inaffidabile dunque per il governo del paese. La sua azione minerebbe le istituzioni, soprattutto la stabilità, nella logica aberrante del non disturbare il manovratore anche quando  affama e truffa un intero popolo, anche se non ha il consenso dei cittadini. Naturalmente questa propaganda comandata ad arte si avvale del controllo dell’asservimento di quasi tutti i media, soprattutto televisivi.

L’obiettivo finale è evidente: la conservazione delle caste e dell’attuale potere che si è sempre mascherato dietro una apparente  democrazia, reggendosi sul finto gioco delle parti tra destra e sinistra, il controllo e la spartizione del potere tra apparati trasversali etero diretti da potenti lobby e gruppi finanziari a loro volta collegati con i poteri forti europei. Quelli, in definitiva,  che hanno distrutto la Grecia e che hanno imposto il loro dominio globale sull’’economia reale delle Nazioni.

In Italia, questo processo è stato accelerato dopo la caduta di Berlusconi, che evidentemente non serviva più, con  l’introduzione in costituzione del vincolo del pareggio di bilancio, i ricatti a suon di spread, la nomina di Monti imposta al paese da  Napolitano.

I disastri da questo prodotti, unitamente a quelli dei governi precedenti, li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Il tutto, si badi bene, è avvenuto senza che mai  i cittadini potessero scegliere, attraverso libere votazioni, i loro candidati ed  il proprio governo.  Le larghe intese partorite nottetempo, dopo il tentativo bluff di Bersani, l’affossamento di Prodi e Rodotà, sponsorizzate ancora una volta da Napolitano, rieletto, per dar seguito al governo Monti, nessun cittadino le ha mai votate. Sono state imposte da una oligarchia di sistema che ha di fatto  sospeso la democrazia e diritti  nel nostro paese.

E’ noto che la dittatura fascista  si avvalse  nella sua ascesa al potere, della sistematica “Tagliola”  sulle opposizioni, sul controllo dei media, sulla propaganda, “sulle  persecuzioni contro gli antifascisti , col ripristino la soppressione graduale dei normali meccanismi dello Stato di diritto e i fondamenti della libertà politica e della sovranità popolare mentre a cominciare dal 1926 nelle amministrazioni comunali alla procedura elettiva del sindaco e del consiglio venne sostituita la nomina governativa  di un podestà e della consulta, così da sconvolgere l’intero ordinamento centrale e periferico nel processo di fascistizzazione dello Stato..”

Qualcosa dunque di molto vicino a quanto sta accadendo nel nostro paese, altro che “fascismo grillino”.

Perfino il pretesto utilizzato non è molto diverso da quello di un tempo e  si è fondato sulla  paura e disperazione della gente per la crisi economica. La paura del “Baratro”  agitato  come uno spettro ogni giorno dalla stampa asservita, la propaganda  della stabilità  e della presunta  necessità di politiche neoliberiste del rigor mortis,  portate avanti  e sostenute dalla finta sinistra di apparato  che ne ha tradito  cultura e valori,  per finire con l’asservimento alla tecnocrazia burocratico-finanziaria dei poteri forti europei.

Allora come oggi, il Parlamento  è stato  gradualmente svuotato di ogni prerogativa, come ogni giorno i deputati del m5s denunciano, un parlamento di nominati che spesso neppure conosce il dettaglio delle leggi che vota, obbedendo ciecamente agli apparati e vertici di partito.

“Il capo del governo, fascista che era contemporaneamente duce del fascismo, prese a occupare il vertice della piramide politica, che simboleggiava l’ordinamento gerarchico del regime, e venne sottratto a qualunque controllo o sanzione, con l’obbligo di rispondere solo al sovrano”.

Certo si tratta di contesti e meccanismi diversi ma non ricorda quanto sta accadendo in questi giorni?

I tentativi di bavaglio alle opposizioni, a chi osa dissentire,  l’azione massiccia e concertata  mediaticamente  di infangare e delegittimare il M5S,  l’oscuramento dei suoi provvedimenti in parlamento, ci riporta, ma esattamente in senso contrario a quanto  propagandato dal sistema, ai modi antidemocratici  con cui il fascismo riuscì a scalare il potere.

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