Il senso della rivolta in Ucraina

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Ucraina  pare che le previsioni più pessimiste si stiano verificando: le due  parti dell’Ucraina, quella che si riconosce nella tradizione russa e quella che invece trova radici  nell’Europa occidentale latino germanica ( polacca), si scontrano apertamente in una cornice di incipiente guerra civile.

Si legge  sulla stampa di un tradimento dell’Europa verso gli Ucraini ( soprattutto nella stampa francese)  Io non  parlerei di un tradimento dell’Europa: innanzi tutto perchè politicamente non esiste ,purtroppo, una Europa ma tanti  stati che si muovono in ordine sparso  Ma, a parte questo, non è che gli europei possano fare molto: le sanzioni sono inefficaci e  controproducenti e  si riverserebbero sulla popolazione già stremata da una drammatica  situazione economica  Dal punto di vista pratico poi la Russia  è in grado di fare un prestito di 15 miliardi mentre l’Europa  non può offrire nulla di concreto se non una vaga prospettiva di progresso, di adesione a una UE  che ha già  le sue non poche difficolta interne. L’Ucraina inoltre ha assoluto bisogno delle fonti energetiche russe (gas) senza le quali non può affrontare il suo gelido inverno Gli europei non hanno poi nessuna intenzione di entrare in conflitto con la Russia , prezioso  partner commerciale.

Non bisogna poi pensare che lo scontro  sia fra un potere più o meno dittatoriale e un popolo in rivolta. In realtà  si scontrano due ucraine che pressappoco si equivalgono numericamente La rivolta è generale nelle oblast (province) dell’Ovest di tradizioni polacche -austriache  nelle quali anche una parte della polizia in fondo solidarizza con i dimostranti  anche se  non sfida apertamente  il governo verso il quale si mantiene leale.  Poichè la quasi totalità degli Ucraini che vivono in Italia proviene  dalle regioni occidentali la versione che passa è quella, Infatti  non ci sono scontri nelle province occidentali ,anzi, almeno in un caso, si vede in un video forze dell’ordine che distribuiscono armi ai dimostranti  che è cosa che puo far precipitare definitivamente la situazione in una tragedia simile a quella della ex Jugoslavia.

Tuttavia  questo non significa  che si tratti semplicemente di uno scontro fra gruppi culturalmente diversi. La rivolta è soprattutto contro quelli che vengono definiti, con termine russo, oligarchi. Si tratta di un piccolissimo numero di persone  che si è appropriata di tutte le risorse economiche della nazione  al crollo del comunismo Il fenomeno è comune a tutti i paesi della ex URSS Il crollo improvviso  del comunismo  ha portato al crollo altrettanto improvviso  dell’economia pianificata   ( comunista o, se si preferisce, capitalismo di stato).  Questo ha permesso a un numero piccolissimo di persone, già esponenti di partiti comunisti locali  di impadronirsi di ogni risorsa economica  effettuando una privatizzazione selvaggia Abbiamo cosi  un popolo in miseria a cui sono state tolte le antiche e modeste sicurezze che comunque il regime comunista riusciva ad assicurare (scuole, assistenza sanitaria, soprattutto posti di lavoro): vecchi con misere pensioni spesso nemmeno pagate che  rovistano nelle immondizie mentre pochi ricchissimi spendono somme spropositate in lussi esagerati all’estero.

In alcuni paesi dell’est, tuttavia, si è avuto una sviluppo economico  che ha compensato le mancate sicurezze ed ha aperto alla speranza di un futuro migliori. In Russia dopo la disastrosa epoca di Eltsin in cui gli oligarchi hanno spadroneggiato senza alcun freno, Putin è riuscito a mettere un freno al loro potere, qualcuno è stato addirittura arrestato e tenuto in carcere per molti anni,  ad esempio per tutti. In Ucraina questo processo non è avvenuto, l’economia ristagna, non trova i ritmi di crescita dei   paesi dell’est ex comunista: Venti anni fa Polacchi e Ucraini avevano livelli di vita simili:  ora la Polonia ha un reddito molto superiore a quello ucraino.

In Ucraina le divisioni interne culturali pro e contro i russi complicano la situazione, deviano la azione popolare contro gli oligarchi e la corruzione, per uno sviluppo economico e civile in uno scontro culturale: la Rivoluzione Arancione  è fallita proprio per questo.

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