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è meglio che shakspeare non lo sa!

Applauditissima commedia-cabaret alla Sala Harpago – Gatto Blu di Catania

Sabato 22 marzo in una gremita Sala Harpago, nota come “Gatto Blu” al centro storico di Catania, assistiamo, in un clima di grande amichevole armonia, alla commedia – cabaret

 “E’ meglio che Shakespeare non lo sa” di Gino Auriuso con la sempre attenta e competente regia di Ivano Falco. Ritmo incalzante, mai banale, mai scontato in un vortice di battute e di movimenti ben strutturati e sempre adeguati. Cinque personaggi in scena e ben quattro caratterizzazioni non facili da gestire considerando che, se non seguite da una scrupolosa impostazione registica, potrebbero risultare allo spettatole di difficile  comprensione ed attenzione.

Un lavoro esilarante che mostra personalità diverse nella leggerezza dello spirito: da una parte un pescivendolo calabrese sempliciotto e schietto, dall’altra un’estetista complessata dall’aspetto che ci porta con la mente alla famiglia “Addams” o ad un “emo”; dal portiere napoletano invadente, furbescamente ciarliero, alla signorina romana frivola ed appariscente. Questo è il “contorno umano” di un giovane siciliano autore, convinto del proprio talento artistico, sfortunato che si lascia trascinare da un portinaio che lo convince a mettere in scena l’Otello di Shakespeare avvalendosi della prestazione recitativa dei condomini dello stabile.

La scena rappresenta la stanza dell’autore con al centro un tavolo con quattro sedie (ridotte poi a tre poiché una estorta per far da seduta in portineria), una libreria di “noce di cocco”, una sedia girevole ed una cornice senza quadro (venduto al salumiere per pagare il conto).

Luci e fonica a cura di Giovanni Russo, scene e costumi di GIV produzioni.

L’attore Nicolò Prestigiacomo è il calabrese pescivendolo Ciccio Panzanato. La sua è un’interpretazione molto credibile, esilarante che svela l’umiltà e la semplicità di un uomo orgoglioso di fare bene il proprio lavoro che sponsorizza attraverso una canzoncina creata ad doc.

La brava attrice Maria Grazia Maltese è la signorina Eleonora, in arte Elody, un’estetista, limetta un mano, grande intenditrice di forme di unghie che rivelano particolari molto importanti della personalità e del futuro del soggetto che le “indossa”, una lettrice di unghie. Il suo personaggio rivela in scena traumi psicologici profondi che sfociano in atti di violenza puntualmente e tempestivamente arginati dagli altri personaggi attraverso comandi estrapolati da addestramenti cinofili (divertentissime le menzioni alle marche di cibi per animali come Purina, Friskies, Gourmet, eccetera).

La brava ed accattivante attrice Giorgia Migliore veste i panni della romana Emanuela Style, frequentatrice assidua di Torvaianica per consumare i suoi “delicati” incontri da persona “delicata” con il gelosissimo fidanzato ufficiale e con quelli non ufficiali. Giorgia Migliore è disinvolta, istrionica, assolutamente padrona della scena ed estremamente esilarante quando comincia a ballare alle note della suoneria del suo cellulare che riproduce le note del  tormentone dell’estate 2012, Gamgam Style.

L’attore Marco Manera è l’autore-scrittore palermitano Enzo Astarita, con una grande consapevolezza del proprio talento ma un po’ sfortunato e sempre in bolletta.

Marco Manera è impeccabile nel ruolo, sempre “in battuta”; passa dal comico alla spalla con naturalezza e semplicità.

Il regista ed attore Ivano Falco interpreta il simpatico e furbo portiere napoletano Ottavio che organizza il cast “condominiale” per rappresentare l’adattamento teatrale dell’Otello ad opera di Astarita.

Ivano Falco è convincente, con una impeccabile maschera e mimica curata ma spontanea. I movimenti scenici del corpo sono calzanti ed ammirevoli: un attore “completo” che mette l’anima in ciò che fa e riesce a trasmetterla indiscutibilmente ad un pubblico entusiasta che applaude ripetutamente.

Iago – Ottavio, Desdemona – Emanuela, Bianca – Eleonora, Cassio – Ciccio, Otello – Ottavio, personaggi ed interpreti, in questo caso, dall’adattamento di Astarita sarà un eclatante fiasco, un’ennesima sconfitta.

Non resta che provare con “Giulietta e Romeo”. Però”E’ meglio che Shakespeare non lo sa”!

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