La questione irrisolta del debito pubblico

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BANKITALIA Mi sono spesso chiesto se  i governi che si sono  succeduti in questi anni fossero formati da incapaci o  da individui collusi con i poteri forti finanziari europei e  con gli interessi della Germania.

Non è infatti possibile spiegare altrimenti perché i vari  Tremonti, Monti, Letta ed ora Renzi,  invece di produrre  ed applicare fallimentari  ricette di macelleria sociale o  palliativi, non abbiano mai voluto affrontare e risolvere  la  causa prima della crisi italiana: la questione dell’alto debito pubblico.

Si poteva cercare di   portarlo sotto quello tedesco o ricomprarci quel 30% in mano estera. In questo modo, i mercati finanziari e Germania non avrebbero potuto ricattarci a suon di spread ma, soprattutto, non avremmo dovuto né dovremmo pagare  tutti quei miliardi di interessi che ci impediscono qualunque manovra di reale crescita, né avviarci, grazie all ’incredibile asservimento dei leader italiani, a diventare  una colonia economica tedesca.

 La follia italiana del non affrontare il problema del debito pubblico, già anni fa,   ha portato come conseguenze devastanti oltre agli attacchi spread, l’introduzione demenziale  del vincolo del pareggio di bilancio  oltre alla questione, mai ridiscussa, del fiscal compact che ci scostano altre decine di miliardi che uniti a quelli degli interessi sul debito diventano una cifra insostenibile e segnano la pietra tombale non solo di ogni politica di crescita ma di tutta la nostra pur potenzialmente ricca economia.

Una follia suicida inspiegabile se non appunto con la stupidità politica  o la collusione agli interessi dei poteri forti.

Il nostro debito pubblico peraltro,  invece di diminuire, continua ad aumentare, proprio in virtu’ delle ricette assurde neo-liberiste  del “rigor mortis”.

 Eppure i modi per trovare le risorse  abbattere il debito c’erano e ci sono ancora:

– una patrimoniale,non annunciata e  secca,  sui beni dei super-ricchi italiani ( che ricordo detengono capitali pari al triplo del nostro debito)

– un piano serio di dismissioni pubbliche ( che ricordo sono stimate in 600 miliardi escludendo i beni artistici).

– eventuali altri provvedimenti (tagli alla spesa,al limite utilizzo di parte delle nostre ricche riserve auree ecc.

Abbattendo il debito pubblico risparmieremmo miliardi di interessi all’anno che ora  paghiamo agli strozzini dei mercati, saremmo liberi da ogni  ricatto, potremmo rivedere sia il vincolo del pareggio di bilancio che fiscal compact e avere finalmente tutte quelle risorse e dignità per rilanciare davvero il nostro paese.

Ben altro che  spot elettorali ed elemosine  che certo non possono cambiare la sostanza di una partita per la salvezza che oggi si gioca soprattutto nel cambiamento dei rapporti di forza in Europa.

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