Il Cyrano De Bergerac del Verga di Catania

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Un “Cyrano” circense ed intenso, con l’attenta regia di Giuseppe Dipasquale dal 2 al 18 maggio 2014 al Teatro Verga di Catania.

 Un bacio, ma cos’è poi un bacio? Un giuramento un pò più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima”. 

Poetico testo, poetico protagonista, il Cyrano di Edmond Rostand, “nasuto” guascone ispirato dalla luna, faccia misteriosa dell’amore malinconico. E la triade Cristiano, Rossana e Cyrano e le loro incapacità celate da discorsi in rima rivolte all’amore ideale. La bellezza senza verbo contrapposta al verbo senza bellezza ed alla vetta, anzi, sul balcone donna virtuosa da poesia incantata, la dolce e determinata Rossana, in una danza di chiaro-scuri “imbrogli” amorosi volti alla conquista di un bacio. E cosa è un bacio? E’ forse un apostrofo rosa tra le parole “t’amo”?

Amore e morte visti da occhi “guasconi”, burlescamente circensi che si muovono tra il pubblico attento del Teatro Verga, assistono zelanti alle parole sferzanti di un ardimentoso Cyrano. Tutti truccati da clown quasi per sottolineare la “beffa” della vita, l’eterno suo carnevale dove burattini muovono altri burattini tra parole, gesta, ingiurie, minacce e consapevolezze.

Scenografia essenziale che gli stessi attori muovono ad opera, regia impeccabile del direttore dello Stabile di Catania, Giuseppe Dipasquale, scene e costumi di Angela Gallaro, musiche adeguati e coinvolgenti di Germano Mazzocchetti, movimenti scenici di Donatella Capraro, luci Franco Buzzanca.

Un testo per nulla facile, tutto in rima dove le parole hanno un peso più rivelante, ogni singola battuta un incastro di responsabilità verso gli altri colleghi attori in scena.

Grande bravura dunque, si deve tributare agli artisti impeccabili nei loro rispettivi ruoli primo fra tutti il protagonista, Cyrano che reca il volto e il “naso” dello straordinario attore Angelo Tosto, istrionico, coinvolgente, entusiasta per primo del ruolo che ricopre e lo trasmette al pubblico il suo entusiasmo, la sua capacità di passaggio repentino tra malinconia, poesia, riflessione ed impeto combattente guascone spavaldo.

Angelo Tosto vince e convince, si muove con grande maestria libero di se stesso ed intriso completamente nello spirito del Cyrano.

L’attrice Lucia Fossi interpreta la romantica ma determinata Rossana, innamorata di Cristiano ma inconsapevole della sua incapacità di espressione dei sentimenti.

L’attore David Coco è il bel Cristiano che altro non agogna che un bacio dalla sua amata Rossana. David Coco affronta il personaggio con disinvoltura, gioca l’incapacità del verbo con consapevolezza anche quando si rende conto che altri non è che un corpo ed un bel viso nelle sapienti mani e nella poetica mente di Cyrano. Belli e significativi i suoi movimenti in scena come se fosse un pupo nelle mani di altri.

Il bravissimo attore Leonardo Marino veste magistralmente il ruolo di De Guiche, amico determinato di Cyrano, sposato ma innamorato della bella Rossana. La sua è un’interpretazione convincente, determinata. Dai suoi inserimenti impeccabili traiamo spunti di riflessione. I suoi movimenti sono liberi, sferzanti i suoi interventi spesso come moniti per il protagonista. Nella seconda parte De Guiche diventa più saggio; si nota il suo cambiamento persino nella voce divenuta più suadente, meno imperiosa.

Bravi e ben diretti anche tutti gli altri personaggi: da Ragueneu, il cuoco, il bravo attore Cosimo Coltraro, al suo aiutante Ligniere Francesco Russo, divertenti interpreti di un siparietto che reca in sé uno spaccato di vita molto ben congeniato; Montfleury e Carbon Cappuccino recano il volto dell’attore Sergio Seminara, Valvert ed un cadetto sono interpretati dal bravo e poliedrico Plinio Milazzo, Le Bret è garbatamente ed esaustivamente impersonati da Giampaolo Romania, le bravissime attrici Marina La Placa (Dama e Suor Anna), Liliana Lo Furno (Suor Margherita, Artemide, Lisa, Bellerose) e Lucia Portale (Suor Marta e Lisimone) sono efficaci, dirompenti, convincenti. Infine l’attore Luca Iacono interpreta l’altro cadetto insieme a Plinio Milazzo, Jodelet e Cuigy.

 

Uno spettacolo sofisticato, intelligente, originale dove l’amore si fa prezioso ed irraggiungibile quanto la morte sempre puntuale. Commovente ed emozionante la lettura dell’ultima lettera scritta da Cyrano a Rossana per conto di Cristiano: i tre attori la leggono passeggiando in linea retta tra il pubblico e le loro voci formano una melodia di parole poetiche che si estendono per tutto il tetro. La forza dirompente del “verbo” crea pathos e tantissima alchimia.

Alla fine attraverso la morte vince l’amore, quello VERO, dove l’apparenza viene sconfitta dalla sostanza.

Dimostrazione, questa, che la donna intelligente, la donna di un certo “spessore” emotivo ed intellettuale, cerca in uomo la sua “poesia” andando oltre le fattezze fisiche effimere.

Alla fine è Cyrano che vince facendo diventare il suo naso parte di quella poesia assoluta chiamata “Amore”.

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Nella foto sopra: da sinistra Angelo Tosto (Cyrano) e David Coco (Cristiano)

In basso: la morte di Cristiano tra le braccia dell’attrice Fossi (Rossana)

L’attore Leonardo Marino (De Guiche)

 

 

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