VENTO DI TRAMONTANA al Teatro Musco di Catania.

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Perché in fondo siamo tutti prigionieri di qualcosa.

 vento di tramontana

“Vento di tramontana” è un intenso atto unico tratto dall’omonimo libro di Carmelo Sardo nella riduzione ed adattamento di Gaetano Savatteri con la regia di Federico Magnano San Lio, scene e costumi di Angela Gallaro, musiche originali e canzoni di Mario Incudine e la gentile collaborazione dell’Istituto Penitenziario di Giarre.

“Vento di tramontana” viene pubblicato da Mondadori nel  2010, vincitore del premio “Alabarda d’oro città di Trieste” come miglior romanzo ed uscito in Francia per “First Editions” con il titolo “Les nuits de Favonio”. Il romano racconta i nove mesi di servizio militare di un ventenne, Federico, assegnati al carcere di Favonio, isola circondata dal mare dove spesso tira forte e beffardo un vento di tramontana. Nel carcere il ragazzo scopre una realtà dura, sconvolgente ma, al tempo stesso, esaltante nella sua spigolosità tra boss mafiosi, gregari e killer spietati tirando fuori la loro umanità in un contesto tremendamente tedioso che è la vita carceraria.

L’adattamento teatrale del testo, a cura di Savatteri, pone l’attenzione sull’evoluzione e la formazione emotiva di un ventenne pieno di belle speranze che si ritrova a doversi confrontare con scelte difficili e condizionanti.

La vita al carcere, abitato da detenuti e da guardie, è un misto di sofferenze, errori, drammi personali e colpe dove Federico fa amicizia con il boss Carmelo Sferlazza.

In questo scenario Mario Incudine tesse, in modo impeccabile, il suo percorso di parole, suoni e musiche che danno risalto e valore all’intero lavoro teatrale.

Apprezzabile la sua performance come attore; grande dignità interpretativa nel suo personaggio, Infurna detenuto bibliotecario, disinvolto sul palcoscenico, completamente padrone dei movimenti e della parte recitata.

L’attore Mimmo Mignemi è il Maresciallo Mastropietro, la saggia guardia che guida moralmente il giovane Federico in quella non facile missione dispensando consigli ed orientamenti comportamentali. Il bravo attore Mignemi è credibile, incisivo, pacato.

Carmelo Sferlezza, boss detenuto reca il volto e l’anima dell’attore David Coco. Sicura, sferzante, diretta è la sua interpretazione di un personaggio spigoloso che finirà per suicidarsi (o si tratta di omicidio?) in carcere. Molto suggestiva la lettura della lettera scritta al giovane amico militare quasi per ringraziarlo della futura paternità concessa con la voluta “disattenzione” dello stesso.

Federico, è il bravissimo attore Luca Iacono. Pura e fresca, pregna di entusiasmo la sua interpretazione quasi per sottolineare la spensieratezza dei vent’anni che, nella circostanza, vengono appesantiti da responsabilità più grandi del suo stesso essere. E’ lui che in carcere “concede” il rapporto tra la moglie di Sferlazza, Angela, con lo stesso: questo permette alla donna di concepire l’erede tanto desiderato che il boss non conoscerà mai ma che affiderà alle cure e all’attenzione di Federico intuendo forse la simpatia spontanea tra i due.

Angela è la bravissima attrice Marina La Placa. Forte, sensuale, carica di femminilità la sua interpretazione.

Infine, un grazie particolare ai detenuti Gianluca Belfiore, Erminio Caruso, Davide Intravaia, Giuseppe Manuli, Guglielmo Quattrocchi, Salvatore Rapisarda dell’Istituto Penitenziario di Giarre.

Siamo tutti prigionieri di qualcosa. E carcerieri di noi stessi.

vento di tramontana 2

 

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