Single è bell (male che va mi sposo) alla Sala Hàrpago di Catania

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single è bell

Grande successo di pubblico e di critica per l’esilarante, “tagliente “ spettacolo di Amalia Contarini “Single è bell (male che va mi sposo)”,  venerdì 30 maggio, con l’attenta ed esperta regia di Angelo Tosto alla sala Hàrpago – Il Gatto Blu –  Catania.

“Se stasera sono qui, è perché MI voglio bene”, esordisce la bravissima attrice Amalia Contarini ad apertura di spettacolo accompagnata alla chitarra da Marco Corbino, ottima spalla, garbato nei toni, credibile nelle battute.In questo momento storico di preoccupante caos economico che principalmente colpisce e penalizza cultura e spettacolo, Amalia Contarini, è un’attrice di “fame” internazionale, tanto famosa che viene spesso scambiata per “Nannarella”, l’indimenticabile Anna Magnani.Amalia Contarini è padrona del palcoscenico che affronta con tanta veemenza ma nello stesso tempo con grande rispetto reverenziale. Il suo spettacolo “Single è bell (male che va mi sposo)”, diretto con la sua consueta maestria da Angelo Tosto, vuol essere una denuncia verso una società che vive di apparenze e conformismo: oggi possediamo tutti un iPhone, un tablet, un iPad ma se apriamo il nostro frigorifero esso stesso ci fa le boccacce; è vuoto. Ecco cosa siamo, dei “morti di fame” ma intesa, non solo come fame alimentare, ma anche come fame spirituale, fame di valori, fame di sentimenti. Viviamo conformandoci ad una società di “vuoto assoluto” dove esistono solo femmine e maschi e pochissimi sono vere donne e veri uomini. Lo spettacolo “punta il dito” verso l’incomunicabilità tra i due sessi che crea tante “singolitudini”. Amalia cerca un marito, ma in realtà non lo cerca lei ma la madre di lei, madre che la chiama decine di volte al giorno per conoscere gli aggiornamenti del suo stato civile. Considera la figlia come se avesse una malattia incurabile: essere single viene da lei vissuto come una “vergogna” alla quale rimediare prima possibile e con ogni mezzo disponibile. Racconta la sua vita, i suoi incontri con Amalio, le sue disavventure con parole e battute, instancabile, coinvolgendo un pubblico divertito ed attento. Marco Corbino, nei suoi stacchetti musicali, canta la famosa canzone di Fabrizio De Andrè, Bocca di rosa, quasi a voler sottolineare le diversità delle donne: alcune scelgono l’amore per professione, se di amore possiamo parlare. La donna nel tempo si è s-venduta probabilmente penalizzando chi, onestamente e dignitosamente, cerca un amore serio e stabile. Moltissime poi cercano il “tipo ricco”, quello che, nonostante i chiari ed evidenti difetti fisici, può offrire al “gentil sesso” una vita di agi ed amenità. Bellissimo il siparietto dedicato alla donna più rappresentativa della storia: Maria vergine, mamma di Gesù, la “prediletta” del Signore che di prediletto, rivedendo la storia, aveva ben poco. Uno spettacolo dagli ingredienti vincenti, pepato al punto giusto ma mai triviale, intelligente satira di una società che non da spazio ai valori, alla meritocrazia, pieno di gente “vuota”, di gente  “morta di fami”. Prolungati e scroscianti applausi hanno sottolineato, inequivocabilmente e giustamente, la bravura di Amalia Contarini ed il garbato e credibile supporto musicale di Marco Corbino.

Uno spettacolo fatto con il cuore: ed il cuore non sbaglia mai!

Amalia 2

Amalia 3

Amalia 1

 

 

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