Che succede veramente in Iraq?

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Le forze  di al Qaeda marciano su Bagdad dopo aver fondato un califfato al di sopra dei confini nazionali fra Siria e Iraq  imposti dagli occidentali. Sembra il sogno del defunto bin Laden che si realizza oppure, se si preferisce, il peggior incubo americano.

In realtà le cose sono alquanto diverse e vanno valutate  attentamente.  Le forze indicate come di al Qaeda sono in realtà quelle della ISIL (Islamic State of Iraq and the Levant) che sono certo fanaticamente integraliste ma che poco hanno a che fare con al Qaeda.

Potremmo parlare più esattamente di ispirazione Wahabita  di cui sia bin Laden che la monarchia saudita sono espressioni.

Quello che distinse  bin Laden dagli infiniti  altri integralismi islamici fu l’idea di portare la guerra in Occidente, nella convinzione che gli avversari dell’integralismo fossero solo dei  loro servitori. mentre i sauditi furono invece i più sicuri alleati degli USA nel Medio Oriente. Gli integralisti  Wahabiti hanno abbandonato la strada che distinse  bin laden  di attaccare  gli Occidentali che più che impraticabile si è rilevata suicida. Gli integralisti non minaciano più l’America, il grande satana, e si limitano ad attaccare i propri correligionari considerati troppo poco islamici, dei munafich (ipocriti).

La loro avanzata improvvisa e folgorante non è dovuta a propria forza ma al fatto che la componente sunnita dell’esercito iracheno non intende combattere contro i  propri fratelli sunniti per difendere il governo centrale retto dallo sciita al Maliki che, forte della maggioranza parlamentare sciita, ha escluso dal governo i sunniti: una vera follia.

In Iraq, come in  Siria, i veri contendenti  sono  gli sciiti e i sunniti: gli integralisti sunniti (assimilati ad al qaeda) prendono spazio perchè più organizzati e fanatizzati, si mostrano i più efficienti. Le  zone di cui hanno preso il controllo in Iraq sono proprio quelle di Saddam  grande nemico dell’integralismo. I sunniti sostenitori di un stato teocratico si trovano a lottare contro gli sciiti sostenuti dall’Iran, l’unico stato al mondo nel quale  la teocrazia si è effettivamente realizzata.

Nella sostanza quindi si tratta di un ennesimo scontro fra sciiti e sunniti e non fra moderati e integralisti. Infatti il grande ayatollah degli sciiti iracheni il vecchio e accorto al Sistani chiama alla guerra santa  i propri correligionari. L’Iran sciita si dice pronta ad  intervenire direttamente, corrono voci su pasdaran iraniani già in Iraq. Gli USA, d’altra  parte, non si sentono minacciati  tanto che non si mostrano affatto disposti a intervenire direttamente.

Dall’altra parte del fronte le milizie dei Curdi i  Peshmerga (= quelli che vanno a morire) hanno riconquistato Irkuk all’ISIL e anche i turchi del sunnita e religioso Erdogan sono pronti a intervenire.

Noi Occidentali dopo il 11 settembre siamo diventati molto sensibili all’integralismo islamico e a giusta ragione. In effetti  la minaccia c’è davvero: non si può lasciare a un integralismo  fanatico il controllo di un regione che  possiede fonti di energia da cui la nostra economia dipende  ancora in larga parte e che potrebbero ricattare in questo modo tutto l’Occidente. Tuttavia la situazione è molto piu complessa perciò, come avveniva nell’Europa medioevale, ogni sorta di contrasto finisce con l’assumere una  coloritura religiosa.

Il mondo islamico è diviso in mille rivalità inconciliabili: l’integralismo di al qaeda  proponeva  l’unica unita  possibile, quella della Umma (comunità dei fedeli) che  si raccoglierebbe in una grande guerra contro i crociati. Al Qaeda era formata da membri di  popoli diversissimi, una specie di internazionale  comunista di altri tempi, si dice.  Ma l’integralismo  va disperdendosi secondo linee etniche e tribali  mentre si prospetta una non belligeranza se non proprio una alleanza di fatto fra gli Occidentali e l‘Iran sciita che è il maggiore rivale del fondamentalismo Wahabita.

1 commento

  1. Professore, sarebbe gradito un articolo che illustri quanto sta succedendo in Palestina in questi giorni. Grazie.

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