Enosimposio 2014: Fare impresa nel mercato globale

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relatori1giornataLa Sicilia del vino deve presentarsi al mondo puntando sulla riconoscibilità del suo territorio e facendo gioco di squadra: è questo il messaggio lanciato dal 20° Enosimposio di Assoenologi Sicilia si è svolto, dal 17 al 20 luglio, a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo.

L’associazione che raccoglie gli enologi e gli enotecnici siciliani ha infatti dedicato l’edizione 2014 del tradizionale convegno regionale ad un solo argomento – come promuovere del vino siciliano nel mondo – affrontandolo sotto le sue molteplici sfaccettature grazie alla presenza di personalità che operano in campi e in modi diversi. Il week – end di lavori è servito per analizzare la situazione attuale del vino siciliano nel contesto mondiale e per ragionare sulle prospettive future. Ne è emerso un quadro con ampi spazi di manovra per la Sicilia le cui potenzialità, a detta di tutti i relatori presenti, non sono ancora pienamente sfruttate. “I due aspetti su cui puntare – spiega il Presidente di Assoenologi Sicilia, enologo Giacomo Salvatore Manzo, sono la promozione del territorio, che rende un vino unico e facilmente identificabile, e il gioco di squadra. La Sicilia ha bisogno di giocare in sinergia per vincere una partita che si gioca su scala internazionale”.

La convention ha chiamato a raccolta gli enologi e gli enotecnici siciliani per discutere del tema ” Vino e territorio: fare impresa nel mercato globale” . La prima mattinata di lavori, in particolare, è stata dedicata a quello che le impreso possono fare lavorare per uscire dalla crisi del settore e conquistarsi una fetta del mercato globale promuovendo sia il vino siciliano che il suo territorio.

Partendo dal presupposto che, complessivamente, nel mondo, c’è un surplus di produzione di vino e che nel cosiddetto “vecchio mondo” i consumi di vino sono in calo, Assoenologi Sicilia sta riflettendo su come muoversi per  aiutare le imprese a trovare nuove fette di mercato.

L’Enosimposio è cominciato con i saluti del Presidente di Assoenologi Sicilia, enol. Giacomo Manzo, che ha ringraziato i presenti e gli sponsor che hanno permesso la realizzazione dell’evento.

“La Sicilia produce vini di ottima qualità. Partendo da questo presupposto, abbiamo bisogno di rafforzare la sinergia tra tutti i soggetti coinvolti per arrivare in mercati lontani dove il piccolo imprenditore da solo non può arrivare”.

Il giornalista Antonio Longo ha avviato i lavori con una panoramica su come, nell’ultimo decennio, sono cambiate le superfici vitate, le produzioni e i consumi di vino nel mondo, in Italia e in Sicilia  mentre Andrea Pedrizzi si è poi soffermato sul dettaglio della Germania, uno dei partner più significativi dell’Italia e uno dei maggiori importatori.

Giancarlo Lechthaler, direttore generale della Collis Veneto Wine Group, è intervenuto parlando della sua esperienza di successo nella  cooperazione, spiegando come è nata l’idea della Collis Veneto Wine Group e come funziona.  “C’era e c’è – ha spiegato –  la necessità di guardare avanti, di riuscire a proiettarsi nel futuro, e non solo quello di breve periodo. Quello che bisogna fare è analizzare il mercato, le proprie opportunità, i propri prodotti. Quello che non si può fare è vivere alla giornata”.

Al 20° Enosimposio è poi intervenuto il dott. Alfeo Martini, direttore MGM Mondo del Vino Srl, che ha parlato di come affermarsi nei mercati esteri. “Davanti c’è tanta strada da fare- ha esordito Martini  –  Ci sono piccoli risultati d’eccellenza ma sono piccole stelle. La qualificazione di un territorio è qualcosa che dobbiamo conquistare tutti insieme, tutti i giorni.  Nulla è scontato. Auguro alla Sicilia di trovare la sua strada nel più breve tempo possibile, di trovare per i propri vini il successo che merita. Ma occorre lavorare. Bisogna avere un atteggiamento adeguato al consumatore che si vuole raggiungere – ha sottolineato poi Martini entrando nello specifico del suo intervento. – La Sicilia ha il vantaggio di poter lavorare sull’accoglienza turistica ed esportare cucina e vino. Il consumatore poi vorrà vedere il vigneto, toccare l’uva, andare in cantina”.

L’enologo Michelangelo Alagna ha infine esposto la propria tesi sula produzione vinicola nella Sicilia antica. “Già nel II secolo a. C. il vino siciliano era esportato in Gallia. – ha detto l’enologo Alagna – La coltivazione della vite in Sicilia, sebbene affondi le sue radici nell’antichità, si sviluppò in maniera intensiva solo in età moderna”.

relatori2giornata (1)La seconda giornata di lavori è stata poi incentrata sulle potenzialità del vino e del territorio siciliano.  La professoressa Stefania Chironi, Vice Coordinatore del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia di Marsala, ha introdotto l’argomento con uno sguardo d’insieme sui recenti cambiamenti del paesaggio siciliano, in seguito alla ristrutturazione dei vigneti, sottolineando infine come la ricchezza del territorio siciliano possa rappresentare il valore aggiunto dei nostri vini. Un esempio pratico su questo è stato portato dal dott. Alessio Planeta, amministratore delle Aziende Agricole Planeta, che ha parlato di enoturismo. “I dati ci dicono che l’enoturismo è in crescita, nonostante la crisi, e che ci sono nuovi Paesi che cominciano a viaggiare. Dobbiamo prepararci ad intercettare questi nuovi flussi”

Da più parti è stato anche sottolineato come un ruolo fondamentale potrebbe essere giocato dalle tante “Strade del Vino” che esistono in Sicilia e che potrebbero essere potenziate.

La dott.ssa Francesca Salvia, dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, ha poi parlato delle attività di controllo e certificazione dei vini a D.O. e I.G. siciliane.

Infine il dott. Antonio Rallo, Presidente del Consorzio “Doc Sicilia”, ha parlato del lungo percorso della nuova entità di controllo, valorizzazione e promozione, così come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale. Una attività  ERGA OMNES (per tutti) per  i produttori di vino e associati che possa creare un vero e proprio brand che faccia da traino.

Finora la Sicilia ha investito poco nella promozione e sul legame tra vino e territorio. – ha detto Rallo – Dobbiamo ribaltare il sistema. Il Consorzio, che quest’anno stima di superare le 20  milioni di bottiglie, vuole lavorare su questo puntando sui maggiori mercati consumatori di vino”.

“I relatori hanno fatto emergere le nostre criticità e ci hanno offerto molti spunti di riflessione. – ha commentato il Presidente Giacomo Salvatore Manzo a conclusione dei lavori –  La Sicilia ha un valore inestimabile in termini di riconoscibilità. Lavorando tutti insieme per un obiettivo comune, abbiamo la possibilità di presentarci sul mercato con prodotti eccellenti sia dal punto di vista della qualità che per la forza comunicativa. Non a caso la nostra categoria sta guardando con attenzione a questa svolta epocale – non solo nella produzione ma anche generazionale –  su cui puntare se davvero vogliamo salvaguardare l’ambiente e il reddito dei nostri viticoltori. Siamo inoltre soddisfatti perché l’edizione 2014 dell’Enosimposio ha registrato un aumento dei partecipanti a testimonianza del fatto che gli argomenti trattati sono di grande interesse per tutti noi del settore”

Presenti fa gli altri, l’ex Assessore Regionale, ora direttore del dipartimento Pesca della Regione Siciliana Dario Cartabellotta, il prof. Domenico Pocorobba, dirigente scolastico dell’I.S.I.S.S “Abele Damiani” di Marsala,  il prof. Giancarlo Moschetti, coordinatore del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia di Marsala, e il dott. Giacomo Gagliano, direttore dell’Ufficio Territoriale I.C.Q.R.F. della  Sicilia.

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