Gaza: torti, ragioni e pace

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Un po’ tutti  noi, di fronte al dramma di Gaza, diamo giudizi su torti e ragioni, magari facendo il tifo per gli uni o per gli altri seguendo vecchie suggestioni politiche. Ma nel  dare  giudizi di valore (torti e ragioni)   utilizziamo una certa scala di valori che, quasi inevitabilmente, è quella nostra, europei dell’inizio del III millennio. Ma  quello è Medio Oriente, un altro mondo come ricordano sempre gli israeliani: bisogna tener presente  come pensano gli attori che  giudicano  e si regolano coerentemente alla propria  mentalità  che sono molto, molto  diverse.

Hamas, a differenza di quanto faremmo noi, non organizza piani di evacuazione e ricoveri ma al contrario invita a salire sui tetti, portando possibilmente anche altri parenti e amici.

Salire sui tetti per mostrare ai malvagi nemici, che non hanno paura perche Dio è onnipotente (Alla akbar), che essi sono Muslin (si abbandonano) alla sua onnipotenza che decide  della vita  e della morte,  come di ogni cosa,  (inchall Allah). E se moriranno per mano dei malvagi  Dio Onnipotente (Allah akbar) li riceverà nel suo paradiso perche hanno manifestata  la loro fede (shaid)  e goderanno  per  sempre  di infinite  delizie.

Di una cosa possono essere certi: che un giorno, quando che sia, libereranno la (citta) santa (al Qood, come chiamano Gerusalemme ) dalla  cui roccia Dio Onnipotente fece ascendere el rasul (il profeta) fino al paradiso.

Come nello statuto di HAMAS, la  Palestina è Waqf  (sacro deposito), una terra consacrata a Dio onnipotente di cui essi stessi non sono i padroni e quindi non possono cedere nemmeno un metro senza diventare degli empi:  è harem  (proibito).  Non importa quanti missili o aerei hanno i nemici: è Dio onnipotente  che decide della vittoria e della  vittoria si deve essere degni manifestando la propria fede.

Altri arabi non si affidano direttamente a Dio ma tutti, di tutte le tendenze, possono essere in disaccordo su tutto ma su una cosa concordano: gli Israeliani sono gli invasori,  e l’esistenza stessa di Israele è una ingiustizia assoluta che andrebbe cancellata.

Nell’altro campo, negli insediamenti, vi sono ebrei fondamentalisti altrettanto sicuri che Dio in persona ha concesso loro  circa tre mila anni fa  la  terra dove scorre latte e miele,  tutta intera e quindi certamente la riavranno  e gli altri andranno via.

Gli israeliani tutti, religiosi e non, pensano che se saranno sconfitti saranno sterminati  o pressappoco. Fra essere sterminati tutti e sterminare tutti gli altri  chiunque sceglierebbe  la seconda possibilità, gli Israeliani, come qualunque  altro popolo:  non ci sono  diritti umani, o convenzioni di guerre che tengano o abbiano senso.

Bisogna  tener presente queste cose.

Essendo cosi diversi i metri di giudizio  non ha molto senso parlare di una pace giusta, di equità  di diritto, perché ognuna delle due parti usa parametri e criteri inconciliabili.

Però se si vuole che questi orrori non  continuino oltre le tre generazioni gia impegnate e piombino sulla quarta, bisogna pensare a qualcosa altro perché in queste conflitto si possono vincere le battaglie ma non la guerra: questo è il punto.

La soluzione dei due stati non sarà quella giusta per nessuna delle due parti, ma è l’unica effettivamente praticabile.

Al momento, però, il maggior ostacolo  viene dagli insediamenti ebraici  sulla West bank: dovrebbero almeno in parte essere smantellati mentre  vengono invece sempre piu ampliati. In effetti  non c è nessuna motivazione  pratica alla loro  esistenza se non il fondamentalismo  ebraico che è speculare e piu  esasperato di  quello islamico. Sono comunque una minoranza anche se ben organizzati e aggressivi. La maggioranza laica dovrebbe  essere in grado di affermare le proprie  ragioni specie se l’America mostrasse di condizionare il proprio indispensabile aiuto  al ritiro dagli insediamenti.

I Palestinesi forse  non smetteranno di credere che Israele ha commesso una ingiustizia storica. Tuttavia sarebbe ben  difficile rifiutare la pace, l’indipendenza, la liberta dalle imposizioni Israeliane  per proteggere i famosi coloni.

La situazione è davvero insopportabile  nel West bank. A Gaza, poi, una tragedia senza fine: potrebbero mai rifiutare  pace e indipendenza se veramente venisse offerta?

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