Rèpitu d’amuri di Santo Calì – Lamento d’amore

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Versi e brani tratti dalle maggiori opere di Santo Calì

Martedì 19 agosto alle ore 21,00, nel suggestivo ed originale Teatro di Paglia – parco Gioeni  – Catania, spazio aperto dall’aria rarefatta e quasi magica, speziata da odori intensi, ci siamo immersi nell’antica e nobile arte della poesia e della musica con RèPITU D’AMURI, con Cinzia Caminiti Nicotra, Antonio Caruso, Alfio Guzzetta, Lucia Nicotra.

Adattamento del testo e regia Salvo Nicotra – musiche originali di Paolo Capodanno.

Ogni singola parola di un verso recitata dai bravissimi attori in scena, diventa, via via,  una lama tagliente, una carezza per il cuore, una sentenza, un conforto, una sferzata d’ironia.

Le loro voci squarciano il silenzio calato e dettato da un’attenzione quasi reverenziale del pubblico dove le note musicali intersecano il vento estivo umido ricreando un’atmosfera emozionante intensissima.

I timbri delle voci sono diverse ma intonati tra di loro. La profondita’ sonora di Antonio Caruso ben si contrappone a quella più squillante di Alfio Guzzetta. L’attrice Cinzia Caminiti Nicotra dimostra padronanza e duttilita’ passando dal recitato al coro, all’uso di strumenti che sottolineano l’argomento dei versi donandogli forza e corposita’.

La voce giovane di Lucia Nicotra la possiamo applaudire attraverso i vari brani interpretati come MARI CELU MARI di Paolo Capodanno, COSTEI CHE T’AMMALIA di Calì – Capodanno, BELLA CIAO – canto della resistenza, C’ERA UN RAGAZZO notissima canzone di Gianni Morandi che, in euforia, ha acceso il pubblico che ha accompagnato con il battere delle mani il ritmo, PACE di Calì – Prinzivalle, QUANNU NASCISTI TU – Canto popolare.

Tutte le altre musiche di scena sono di Paolo Capodanno.

 

Santo Calì, poliedrico autore linguaglossese, seppe vivere intensamente gli ideali comunisti, è da ritenersi indubitabilmente espressione più autentica della poetica siciliana. Per lui il siciliano è una vera e propria Lingua,  è un’identità pregevole importantissima.

La produzione letteraria, saggistica di Santo Calì è come un  “rèpitu d’amuri”, un complesso e corpo che ha la valenza del lamento sordo, intimo e allo stesso tempo rappresenta un grido sordo come solo il tormento d’amore può determinare. E l’amore per Calì è cosmico, universale.

Uno spettacolo di grande spessore artistico, ricco di emozioni profuse come dono all’umanita’, dove l’energia poetica si fonde alla magia delle nobili note di un’arte antichissima, la musica. Intensi, convincenti e vincenti gli attori.

Per fare cultura bisogna, per prima, amare smisuratamente l’arte. Ed è soltanto da questo amore, dalla consapevole e piena dedizione ad essa che possono scaturire spettacoli di immenso valore come Rèpitu d’amuri.

 

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