Zoom Torino: parola alla biologa!

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Lemure del MadagascarPossiamo immergerci nel verde del Madagascar, dove vivono lemuri, fenicotteri rosa e tartarughe giganti; attraversare l’Asia e conoscere le sue maestose tigri, o anche decidere di proseguire per l’Africa, in compagnia di un rinoceronte, giraffe, zebre, antilopi e struzzi, e soprattutto di tanti pinguini.
In un territorio creato su misura dell’animale vivono persino due ippopotami, Ze Maria e Lisa: il loro regno è la ricostruzione perfetta di un lago africano, popolato da pesci dei mille colori.
A Zoom Torino, a pochi km dalla città, è possibile non solo conoscere gli animali e le loro abitudini, ma anche imparare a rispettare e a salvaguardare la natura.
Abbiamo avuto il piacere di farci raccontare qualcosa in più sulla vita degli animali, che vivono nel bioparco e che sono curati e rispettati nelle loro esigenze, da Valentina Isaja, biologa e responsabile del reparto Educazione di Zoom Torino.

Quali sono gli obiettivi principali che si cercano di raggiungere tramite una struttura complessa, come quella di un bioparco?
“Un bioparco, che oggi si allontana molto da una semplice menagerie, quindi da un’esposizione di animali, ha due obiettivi principali: innanzitutto quello di affermarsi come un centro di conservazione, e poi come un centro di cultura ambientale, il cui fine è quello di spiegare il valore degli ecosistemi e la salvaguardia della biodiversità.
Le strutture zoologiche di oggi, come Zoom, collaborano con la IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura); con il CBSG (Conservation Breeding Specialist Group) una specifica commissione della IUCN composta da specialisti, che controllano la gestione delle specie fuori dal loro ambiente naturale, la genealogia e la riproduzione delle specie nelle strutture zoologiche mondiali; e con la SCC (Commissione per la sopravvivenza delle specie) che si occupa, invece, di preservare la biodiversità e salvaguardare le specie animali e vegetali, attuando progetti attivi nei luoghi d’origine, tra cui anche l’inseminazione artificiale o la reintroduzione in natura di alcune specie.”

Molto spesso si tende a confondere un bioparco con uno zoo. Quali sono gli aspetti salienti che lo differenziano?
“Un bioparco, inteso come una struttura zoologica immersiva, si differenzia da uno zoo tradizionale perché possiede esclusivamente animali non più prelevati in natura, ma già nati in altre strutture zoologiche.
Inoltre, gli habitat in cui vengono ospitati gli animali sono costruiti nei minimi dettagli per garantire il loro benessere: gli animali, infatti, non vivono più in gabbie, come negli zoo tradizionali, ma sono assistiti con professionalità e competenza dalle figure che ci lavorano.
I visitatori hanno la possibilità di vivere l’emozione di sentirsi coinvolti, in totale sicurezza, negli habitat delle varie specie, imparando a conoscerle e a rispettarle.”

A Zoom gli animali vengono seguiti con professionalità e amore da molti biologi. C’è qualche specie che necessita di attenzioni speciali?
“Ogni animale presente a Zoom necessita di cure e attenzioni, ed è per questo che vengono costantemente monitorati dai biologi e dal veterinario, sia da un punto di vista comportamentale, sia sanitario: vengono attuati piani di arricchimento per il benessere dell’animale, vengono svolti training per interagire anche con quegli animali con cui è più difficile un’interazione per motivi di sicurezza e per ogni specie è prevista una dieta precisa.
Ogni specie, dunque, necessita di attenzioni speciali, anche se forse, a Zoom, la specie che richiede un’attenzione notevole è quella dei pinguini africani (gli animali di numero maggiore e che si riproducono di più nel bioparco) e i rapaci, che, volando più volte al giorno nelle dimostrazioni di volo didattiche svolte all’interno dell’anfiteatro di Petra, devono essere costantemente monitorati e seguiti per valutarne i comportamenti prima e dopo ogni volo.”

Qual è la giornata tipo di un biologo a Zoom?
“Il biologo di Zoom, svolge ogni giorno l’importante ruolo del keeper: è cioè colui che si occupa degli animali, dal preparargli da mangiare, al pulirli e al monitorarli.
La prima cosa che il biologo fa alla mattina è un giro del parco (ogni biologo si occupa di un’area specifica) per verificare che tutto sia a posto e gli animali stiano bene.
Poi successivamente si divide i compiti con i suoi colleghi: c’è chi va nella cucina degli animali, dove prende il cibo per ogni specie, preparato la sera precedente, e si dirige nei vari exhibit degli animali per darglielo e poi li fa uscire nelle aree esterne, e c’è chi invece inizia a pulire con cura e attenzione le aree degli animali.
Al pomeriggio tutti i biologi si riuniscono nella cucina degli animali, per preparar loro da mangiare per il giorno dopo, in modo che la mattina successiva sia tutto pronto: tagliare frutta e verdura, pesare i mangimi, pulire il pesce, pesare la carne sono i principali compiti che si svolgono in cucina.
A fine giornata, poi i biologi fanno rientrare tutti quegli animali, che la notte preferiscono rimanere al coperto, nelle strutture notturne, chiamate holding, riscaldate e studiate a seconda delle esigenze delle diverse specie. Inoltre, scrivono i report giornalieri, in cui annotano tutte le osservazioni fatte nella giornata sugli animali.
Oltre a prendersi cura degli animali, durante la giornata i biologi svolgono visite guidate e incontri con i visitatori, raccontando loro le curiosità e caratteristiche dei vari animali ospitati, ma soprattutto per far conoscere gli animali in natura, educando e informando i visitatori sulle problematiche ambientali, sulle cause della loro scomparsa e sulla loro conservazione e su quello che ognuno di noi può fare: emozionare per educare, conservare e proteggere.
Zoom per questo ultimo aspetto collabora con diverse associazioni, centri di ricerca e università per la tutela delle specie.”

2 commenti

  1. Un articolo veramente interessante, andrò a visitare Zoom sicuramente

  2. Non sapevo dell’esistenza di zoom, vicino Torino, mi ha incuriosito andrò a vederlo.

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