Print Friendly, PDF & Email

fantasticheria x sipario blu

Fantasticheria…mare di Provvidenza

 Provvidenza approda a Catania dopo il grande successo del Cortile Platamone del settembre 2013

 La rassegna teatrale LA BOTTEGA TEATRALE, organizzata dall’associazione ADIF – danza-teatro di Via Salemi n. 1 a Catania, diretta da Francesca Romana Di Giorgio, tel. 0950936000, al Teatro Sipario Blu, di Via Macallè, 3, si apre con la commedia musicale Fantasticheria…mare di Provvidenza, sabato 29 novembre alle ore 21,00 e domenica 30 alle ore 18,00.

L’arte del recepire, l’arte di fare ed essere teatro. Questo cartellone non ha la pretesa di “esistere” tra gli altri ma ha l’umiltà di presentare vari aspetti dell’arte scenica più antica del mondo. Vivere ed essere assorbiti, una volta al mese, dalla magia che ancora da grandi è in grado di trasportarci, il TEATRO, dichiara Francesca Romana Di Giorgio.

Oltre Fantasticheria…mare di Provvidenza, altri quattro spettacoli di grande spessore artistico. Il 9-10-11 gennaio 2015 MI METTO IN GIOCO, a cura dell’Adif – bottega dell’arte, il 7-8 febbraio LA BUONA NOVELLS, omaggio a De Andrè di A. Sparacino, il 7-8 marzo LE ANIME DEL NESPOLO, regia di e con Berta Ceglie, il 28-29 marzo PIPINO IL BREVE a cura dell’Associazione Gravina Arte.

Sabato 29 novembre e domenica 30, apre la rassegna Fantasticheria…mare di Provvidenza di Antonella Sturiale da Giovanni Verga, scena e Regia di Vittorio Bonaccorso, musiche originali e canzoni di Alessandro Cavalieri, costumi e collaborazione al testo Federica Bisegna, con MARCELLO PERRACCHIO, il notissimo dottor Pasquano della fortunata e seguitissima serie televisiva IL COMMISSARIO MONTALBANO, Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, voce Agata Raineri; e con le allieve Senior della Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa, Amélie Mastalerz, Anita Pomario e Gessica Trama, e con gli allievi Junior Giuseppe Arezzi, Federica e Gaia Guglielmino, Lorenzo Pluchino, Carola Occhipinti e Mattia Piras.

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica a Cava Pietra Franco di Modica, al Castello di Donnafugata, al Palazzo della Cultura – Cortile Platamone nell’anno 2013 appena trascorso, torna Provvidenza con tutto il suo carico di poesia, ironia, sicilianita’.

Tutto ciò che è in alto è come ciò che è in basso, tutto ciò che è in basso è come ciò che è in alto. E questo per realizzare il miracolo di una cosa sola da cui derivano tutte le cose, grazie ad un’operazione sempre uguale a se stessa.” (Ermete Trismegisto “La favola di smeraldo”)

La teoria dell’ostrica, sviluppata da Verga nella novella Fantasticheria, non rappresenta solo la convinzione che per coloro che appartengono alla fascia dei deboli è necessario rimanere legati ai valori della famiglia, al lavoro, alle tradizioni ataviche, per evitare che il mondo, cioè il “pesce vorace”, li divori; è anche una delle metafore che meglio rappresentano l’uomo e, in generale, tutti gli esseri viventi.

Sarà più volte capitato, andando al mare, di guardare gli scogli e di notare tutte quelle piccole escrescenze di forma conica chiamate Padelle di mare (o Patelle). Se si osserva attentamente ci si accorge che la loro forma è simile ad una piccola montagna o, se si vuole, ad un vulcano. Tante microscopiche montagne attaccate ad una più grossa, lo scoglio, che a sua volta è parte di quella porzione di terra emersa che chiamiamo Sicilia che, a sua volta è parte di una “zolla tettonica” fluttuante su un “mare” di magma. Allora anche la Sicilia può essere considerata una montagna sulla quale è attaccata una macroscopica “Patella” chiamata Etna.

Nelle intuizioni del Verga c’è qualcosa di estremamente moderno, vicino persino alle teorie scientifiche che non distinguono tra microcosmo e macrocosmo ma solamente tra i loro rispettivi punti di vista. Ognuno di noi rimane attaccato al proprio scoglio; siamo la montagna sulla montagna, l’isola sull’isola. Ci si può sentire padroni del mondo non possedendo nulla, e ci si può sentire estremamente poveri pur godendo del benessere. “Come si può vivere tutta una vita in un luogo del genere?”, si chiede l’ospite francese (protagonista della novella), prendendo come punto di riferimento la grande metropoli, la quale ella pensa sia “il mondo”.

In realtà non possiede gli strumenti per capire quei luoghi, quella gente, lo scrittore stesso. Ciò che determina la definizione di isola è il “mare”, e se si cambia angolazione anche i continenti sono delle isole: tutto è relativo e dipende da come si osserva il pianeta.

Ci sono uomini, però, che scrutano tutto ciò da una postazione privilegiata: i pescatori, dotati di una saggezza profonda, riescono a guardare la terra ferma ad una distanza tale da concepirne l’imponenza e, al tempo stesso, la piccolezza rispetto alla vastità del mare. Filosofi loro malgrado, sono capaci di interpretare, guardando il cielo, le forze della natura e la loro potenza. Uomini come Padron ‘Ntoni de I Malavoglia, romanzo costruito proprio intorno al concetto dell’ostrica e di cui Fantasticheria è preludio.

Ho voluto che questa figura caparbia, simile a quella de Il vecchio e il mare di Hemingway – ostrica sull’ostrica – fosse il filo conduttore di questo nostro piccolo viaggio. Sono sicuro che anche adesso in alcune zone depresse della Sicilia, a dispetto del tempo e della modernità, tale viaggio produrrebbe in noi le stesse sensazioni che provò la straniera francese, nella sua permanenza di sole 48 ore ad Aci Trezza. Un tempo necessario solamente per vedere la superficie delle cose, come quando si è turisti: la miseria, il lavoro duro, la fame, la malattia o, al contrario, la bellezza dei panorami, la bontà del cibo e il folklore più o meno ostentato. Ma non bastante ad assaporare “l’amore – amaro” per questa terra così piena di contraddizioni: aspra ma al tempo stesso dolce, con un sole così accecante da risultare “nero”, con un mare che, sì, è barriera ma anche e soprattutto “provvidenza”.

Vittorio Bonaccorso

locandina fantasticheria sipario blu

cartellone adif

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*