Sanità e vite umane

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Ci sono delle situazioni di vita in cui sei a contatto con delle realtà ospedaliere casuali e fortuite in cui una malattia, un caso clinico, una patologia curabile e diagnosticabile vengono trattati come dei casi anomali, mai visti né sentiti prima. Situazioni difficili da gestire per i poveri degenti inchiodati nei letti di reparti ospedalieri per settimane e settimane in attesa di migliorare le loro situazioni di salute e degli stessi familiari degli ammalati che subiscono la medesima sofferenza, il medesimo patire impotenti innanzi a ciò che è stato voluto.

La sanità è un servizio usufruibile come diritto a tutti noi cittadini, un servizio pubblico che deve essere disponibile ed alla portata di tutti in modo scrupoloso, in modo attento e non facendo affidamento al caso, al fortuito; le dimissioni non sono dei passaggi che servono per liberare dei letti e dei posti così come gli stessi ricoveri non sono delle attività di svago bensì bisogni, esigenze per chi soffre e deve essere trattato con umanità, dignità fino all’ultimo istante di vita. Chi va via, deve spegnersi senza perdere la propria umanità, allo stato degno per cui possa sempre e comunque essere inteso essere umano e non vegetale.

Non sempre si ha la fortuna di essere affidati nelle mani di professionisti competenti, preparati in materia ma soprattutto di equipe ospedaliere che vedono un essere umano agonizzante come un essere umano fino alla fine; i servizi a cui noi cittadini siamo a stretto contatto delle volte deludono, non danno quanto dovrebbero, molta negligenza che ruota attorno, superficialità e leggerezza ma non possiamo sorprenderci di questo, vivendo in un contesto sociale che decade giorno dopo giorno a pezzi.

Molto spesso, viene proprio da dirlo, tristemente ma consapevolmente che siamo nelle mani di Dio e di niente e nessun altro mentre la gente viene risucchiata giorno dopo giorno dalla propria patologia, viene assorbita dal proprio deficit o disagio che sia; non bisogna mai arrendersi, mai mollare, provando tutte le strade e possibilità anche se gli specialisti dicono che non c’è altro da fare.

Non dimentichiamo il supporto psicologico che sarebbe da assicurare non solo ai degenti ma agli stessi parenti che patiscono il medesimo disagio, non sempre disponibile in modo adeguato.

La  gente muore, si spegne ma dopo una lunga e lancinante agonia, la superficialità domina e dispiace tanto esprimersi in questi termini di criticità ma purtroppo non è uno stato di esagerazione, si parla di episodi reali sempre più frequenti, episodi di mancanze sempre più repentini mentre in altri luoghi vicini o lontani, l’alternativa e la risorsa utile per migliorare lo stato attuale delle cose sussiste, nessuno osa, tutto basta, nulla serve, il decorso delle malattie è quello che è ed ognuno di noi ha il proprio destino segnato.

Resta  chi vive nella sofferenza, giorno dopo giorno, nel dolore che sfinisce e consuma l’anima e la mente attimo dopo attimo. È  solo una vergogna e non c’è  solo da aprire gli occhi e prendere consapevolezza che siamo nelle mani del Padre Eterno.

Immagini: www.immaginigoogle.it

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