Vangelo secunnu Cinzia Caminiti Nicotra

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Successo meritato alla Sala Magma di Catania
“Se vangelo apocrifo significa falso vangelo chiunque può scriverne uno, e allora questo è il nostro!”, scrive nelle note di regia l’autrice, regista, affabulatrice dello spettacolo “Vangelu secunnu” e cioè la bravissima e convincente, emozionante, trascinante Cinzia Caminiti Nicotra.
La vicenda, ispirata ai vangeli apocrifi é quella di Gesù dalla nascita alla licenza elementare, raccontata da tre affabulatrici, la stessa Cinzia Caminiti Nicotra, Iolanda Fichera e Rosalba Sinesio che ha curato pure le “variopinte e drappeggianti” scene, tre musicanti, Paolo Capodanno autore pure delle suggestive musiche, Paolo Filippini, fisarmonicista, Stefano La Rosa, chitarrista e da un madonnaro, Gianni Nicotra.

Cio’ che di scritto i cattolici hanno voluto mettere a tacere, Cinzia Caminiti Nicotra ci ha voluto svelare in un perfetto dialetto siciliano dove  “Gesubamminu”, vissuto insieme alla sacra famiglia nel giardino di “Nazzarettu” rivela il suo lato umano, la sua baldanza fanciullesca senza maschere, senza protagonismo. I suoi miracoli avvengono “spontaneamente”, tracciati da un istinto  innocente e mossi dall’alto senso della giustizia.

Parliamo del figlio di Dio, quel figlio partorito da una vergine in una grotta, quel figlio venuto per redimere i peccatori, quel figlio che non sarebbe potuto nascere gia’ adulto ma, necessariamente, doveva seguire quel ciclo naturale della vita sulla terra che caratterizza ogni uomo dalla nascita alla morte.

Ma lui era Gesù “ca nautru u stissu ‘nta tuttu lu munnu no, non c’è!”, anche se fatto di carne, ossa ed umanita’ con tutto quel carico di enfasi fanciullina che lo fa essere irrequieto a scuola, pronto a punire  con la morte le nefandezze degli ingiusti.

Ma lui è Dio fattosi uomo, lui possiede l’alito divino del Padre, l’altro padre, quello celeste poiché quello terreno, il lavoratore instancabile e timorato di Dio Giuseppe, è solo un umile artigiano ligio al dovere e alla moglie, la vergine Maria, madre affettuosa e protettiva ma anche molto decisa.

Chi  puo’ dire, dunque, che apocrifo corrisponda, nel linguaggio religioso, a falso? Cinzia Caminiti Nicotra, dunque, ci mostra il lato di Gesù più simile al nostro con un’ironia davvero godibile e mai triviale. Ha saputo mettere in scena uno spettacolo davvero emozionante e coinvolgente nelle sue sonorita’ musicali, nelle “ninne nanne” ben sottolineate da percussioni tradizionali ed improvvisate.

Chi fa satira religiosa deve stare molto attento a non cadere nella dissacrazione ed essere additato per blasfemia. Ci vuole coraggio, molto coraggio che non manca di certo alla regista, affabulatrice, autrice Cinzia Caminiti Nicotra.

Un pubblico entusiasta e visibilmente divertito ma anche commosso, applaude lungamente i sei protagonisti n scena. Occhi lucidi e sorrisi accennati sui volti, sottolineano il successo di uno spettacolo scritto con fede e cuore ed interpretato con l’anima.

Anima, fede e cuore sono i veri ed unici ingredienti che trionfano sempre nella vita ed in teatro che, altri non è che lo specchio “non apocrifo” della vita.
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