La buona novella – Omaggio del maestro Alessandro Sparacino

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la buona novella

Successo meritatissimo al teatro “Sipario Blu” di Catania del recital “La buona novella”

All’interno della rassegna “la bottega teatrale”, a cura dell’associazione “ADIF – LA BOTTEGA DELL’ARTE” diretta da Francesca Romana Di Giorgio, in scena il 7 e l’8 febbraio al teatro Sipario Blu di Catania, è andato in scena lo spettacolo omaggio al grande poeta De Andrè, “La buona novella”, da un’idea di Alessandro Sparacino, con Mario Lo Bianco – chitarre, Salvo Antoci – pianoforte elettrico, Roberto Paterno’ –  basso, Maurizio Iaconinoto – batteria.

 

LAUDATE HOMINEM – F. De Andrè

Il potere che cercava

il nostro umore

mentre uccideva

nel nome d’un dio,

nel nome d’un dio

uccideva un uomo:

nel nome di quel dio

si assolse.

Poi chiamo dio

poi chiamò dio quell’uomo

e nel suo nome

nuovo nome

altri uomini

altri

altri uomini

uccise.

Non voglio pensarti figlio di Dio

ma figlio dell’uomo

fratello anche mio.

Ancora una volta

abbracciammo

la fede

che insegna ad avere

ad avere il diritto

al perdono

sul male commesso

nel nome d’un dio

che il male non volle

il male non volle

finché

restò uomo

uomo.

Non posso pensarti figlio di Dio

ma figlio dell’uomo

fratello anche mio.

 

Qualcuno

qualcuno

tentò di imitarlo

se non ci riuscì

fu scusato,

anche lui

perdonato

perché non si imita

imita un dio

un dio va temuto e lodato

lodato

Laudate hominem

Non posso pensarti figlio di Dio

ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.

 

“La buona novella”, concept album datato 1969, è stato ritenuto da De Andrè uno dei suoi lavori più riusciti, se non il migliore. Come egli stesso dira’, “la buona novella è un’allegoria. Paragonavo le istanze e più ragionevoli del movimento sessantottino con quelle, molto più vaste spiritualmente, di un uomo di quasi 2000 anni prima, che proprio per contrastare gli abusi del potere, i soprusi dell’autorita’ si era fatto inchiodare su una croce, in nome di una fratellanza e di un egualitarismo universali”.

Gesù Cristo, dunque, cantato e decantato come un grande rivoluzionario.

Attraverso i Vangeli apocrifi, termine che con il tempo assunse il significato di “non corretto”, “falso”, emerge la vocazione umana e terrena, quindi provocatoria e rivoluzionaria della figura storica di Gesù di Nazareth. I Vangeli apocrifi, tra gli altri, ci parlano dell’infanzia di Maria, la storia di Giuseppe, fino ad arrivare alla passione di Cristo.

Il quintetto musicale di Modica – Ragusa, “Metamorfosi band”, nome che richiama alla mente la band progressive italiana degli anni settanta “Metamorfosi” di Davide Spitaleri che, nel suo percorso, ha rivisitato i testi biblici con gli album “E fu il sesto giorno” del 1972 ed “Inferno” del 1973 ed il conclusivo “Paradiso” pubblicato nel 2014, ha rivisto in modo eccellente il lavoro “La buona novella” di F. De Andrè.

I brani sono stati eseguiti scegliendo ottime traiettorie, spaziando dal cantautorato al pop per poi navigare sulle onde del progressive italiano anni settanta.

Durante le esecuzioni si odono ottimi arrangiamenti; il gruppo riesce a non scimmiottare la Premiata Forneria Marconi”, band che proprio in questi anni ha rieseguito le musiche de “La buona novella” tenendo legato il cordone ombelicale con il cantautore genovese dopo la fortunata tournee del 1979. Peccato non esistano video musicali di quel meraviglioso periodo!

Ottima ed emozionante la voce recitante del maestro Alessandro Sparacino. Buone le linee di basso, perfetti i tappeti sonori creati dalle tastiere, in particolar modo durante l’esecuzione di “Maria nella bottega d’un falegname” e nel “Il testamento di Tito”. Possente e preciso il drumming di Maurizio Iaconinoto. Eccelsi gli arpeggi e gli assoli di chitarra elettrica eseguiti con buona tecnica e raffinatezza.

Sospesi nel mondo della musica senza tempo, tra note e poesia.

Si ringrazia per la collaborazione l’esperto critico musicale Marco Manna

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la buona novella 3

 

 

 

 

 

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