Legittima difesa

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etnapolis-shoping-centerRiceviamo e pubblichiamo la lettera di Salvatore Abate, direttore del supermercato che si trova all’interno del centro commerciale Etnapolis di Belpasso (CT), in risposta all’articolo “Ladro per caso” pubblicato su queste pagine nei giorni scorsi.

 

Gentile signora Sturiale, le rispondo in merito alle sue lamentele intitolate “ladro per caso” pubblicate sulla testata on line “Italia Notizie” mercoledì 8 Aprile scorso.

Le rispondo personalmente perché sinceramente rammaricato di quanto successo, ma al tempo stesso perché ritengo sia indispensabile fare chiarezza su quanto accaduto e su quanto accade giornalmente nei nostri supermercati.

Vede signora, lei ha intitolato il suo articolo “ladro per caso…” con un chiaro sottofondo di ironia, come se non vedessimo l’ora di scovarne qualcuno. La verità è che se considerasse, che noi subiamo ogni mese nei nostri supermercati una media di 100 furti, 3 rapine a mano armate, 10 prove di scassinamento per un totale del 20% di ammanco di merce ogni mese, si renderebbe conto che c’è veramente poco da ironizzare. Parole come ” anti taccheggio”, “personale di sorveglianza”, “misure di sicurezza”, non sono state introdotte da noi commercianti per allontanare i clienti o per creare falsi allarmi, non ne avremmo alcun motivo, per noi sono solo spese . Queste misure sono state introdotte esclusivamente per la NECESSITA’ di far fronte a un numero spaventoso di furti con modalità che lei neanche immagina, che nel 99% dei casi non si risolvono, purtroppo, con l’esibizione di uno scontrino che legittima l’acquisto, com’è successo a voi.

Quello che lei definisce “deficiente” e “cafone” è un ragazzo come tanti, come suo figlio, che stava facendo il suo lavoro di sorvegliante. Dopo l’allarme del metal detector, ha invitato la signora ad aprire la sua borsa. Non vedo in ciò nessun attentato alla privacy, nessuna lesione di dignità. E’ una semplice misura di sicurezza che, specie per chi non ha nulla da temere, non dovrebbe recare alcun disturbo. Se dovessi scrivere al giornale ogni volta che prendo un aereo e mi chiedono di aprire la mia borsa per controlli, non basterebbero le pagine dell’elenco telefonico. Eppure anche quello è personale di sorveglianza. Ed il metal detector suona anche per un dopobarba.

Lei signora si chiede se sia giusto trattare un cittadino come un ladro, e poi per una crema di 5 euro.

Non lo è sicuramente.. ma io Le chiedo come si sentirebbe se ogni mese tornando a casa le mancasse, per furti vari, il 20%del suo arredamento? Costituito proprio da singoli pezzi di 5 euro, perché le assicuro che i “ladri” non entrano al supermercato con una scritta in fronte, e non cercano

di uscire con un televisore 50 pollici sotto il braccio. I ladri abituali, signora, sono persone normalissime, nella grande maggioranza sembrano persone per bene, che spinti dalla “crisi” o dalle necessità o anche dalla poca onestà, rubano articoli che costano anche meno di 5 euro, convinti ciascuno che quel piccolo ammanco, nell’economia di un ipermercato, non incida minimamente.

Invece è proprio il piccolo singolo ammanco che crea vortici di mancanze. Questo è quello che stiamo cercando di combattere e che ha spinto il sorvegliante a dubitare dell’onestà dell’acquisto, specie dopo la presenza di una crema sigillata dentro la borsa. Niente di personale nei confronti di suo figlio glielo posso garantire.

Se poi, in seguito all’esibizione dello scontrino, l’addetto alla sorveglianza non si è adeguatamente scusato, lo faccio io per lui ribadendo il nostro intento di garantire un ipermercato sicuro anche a tutela di clienti onesti come lei e suo figlio.

 

Salvatore Abate

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