Un petalo di cuore per una farfalla di nome Maria

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un fiore per maria

Recital in omaggio all’attrice-autrice Maria Campagna di Cinzia Caminiti Nicotra e Salvina Campagna

“Quando è morta Maria, ho perduto un’Amica con la “A” maiuscola, una madre, un punto di riferimento importantissimo. Ho voluto ricordala, farla conoscere e riconoscere. Con lei è andata via una grande parte di me”. Sono queste le parole di Salvina Campagna, sorella di Maria alla quale il recital musicale è dedicato, recital dal titolo “ Una rosa per Maria” alla Sala Magma di Catania.

“Tu custodisci Dio, Dio è in te! Dio è in te quando senti lanelito a una giustizia che comprende anche il tuo diritto! Dio è in te quando rifiuti loppressione! Dio è in te quando ti ribelli al sopruso e alla violenza! Dio è in te quando rinneghi un destino di miseria e paura! Dio è in te, o popolo, quando osi irridere quelli che si proclamano suoi ministri e vengono a minacciarti catastrofi e sventure. Dio è in te.”Maria Campagna –

Una scena essenziale, drappeggiata di tessuti variopinti dai toni caldi ed accoglienti, un ambiente familiare capace di farti sentire tra amici e completamente a tuo agio, una Sala Magma di Catania “intima”, sala fortemente voluta e fondata dalla protagonista dello spettacolo, la decisa, sensibile, tenace, audace, empatica e grande osservatrice, Maria Campagna.

Una farfalla libera e colorata, Maria Campagna nasce a Ramacca nel 1938 e muore, a soli 39 anni, il 27 maggio in seguito ad un bruttissimo incidente stradale. Durante lo spettacolo ci viene raccontato che, l’attrice – autrice, prima dell’incidente, ascoltava in radio la sua amatissima canzone popolare, quest’ultima colonna portante gradevole e ben eseguita dai musicisti Paolo Capodanno, Paolo Filippini, Stefano La Rosa, durante tutto lo svolgimento del ben congeniato recital musicale.

La regia di “Un fiore per Maria” è affidata all’attenta attrice, cantante, autrice Cinzia Caminiti Nicotra, le musiche appropriate di Schizzid’Arte, il prezioso apporto fotografico di scatti d’epoca attinenti e di una poesia commovente e nostalgica, attraverso una video proiezione curato da Gianni Nicotra.

La partecipazione della brava e commossa sorella di Maria, Salvina Campagna, ha reso lo spettacolo incisivo nella sua infinita emozionalita’. Salvina, attraverso il racconto della breve vita della sorella, ci ha condotti per mani in quei meravigliosi tempi che furono dove l’ardore, lo spirito di sacrificio, il sacro valore della famiglia, la poesia della gente seduta davanti la porta delle rispettive case per esorcizzare le afose e lunghe giornate estive, l’umilta’, la semplicita’

e la dignitosa sofferenza, erano basi fondamentali di una societa’ non del tutto sana ma “sanabile” dal senso di giustizia molto spiccato di gente come Maria Campagna.

Quest’ultima punta il dito contro i soprusi, le scelleratezze dei potenti, ivi comprese quelle di uno stato Vaticano freddo ed insensibile, spietato e privo di quell’umanita’ che dovrebbe essere peculiarita’ esclusiva e naturale della fede in Dio.

Maria è capace di scuotere le coscienze dando voce al popolo, agli ultimi piu’ di quanto seppe fare il Verismo del Verga in Italia.

Maria non volle rassegnarsi alle disuguaglianze sociali trasformando il suo Teatro in un mezzo efficace di lotta, voce degli emarginati, grido tutt’altro che sordo di quelle madri che non possiedono neppure un tozzo di pane per i propri figli.

Maria non ci sta, non vuole, non puo’ e non deve rassegnarsi. Riporta tutta la sua passionalita’

e combattivita’ nei suoi lavori come autrice: “I fatti di Bronte”, “Caccia alle streghe”, “La Valle di Minnola”.

 

“Un fiore per Maria” dunque, è un doveroso e pertinentissimo omaggio al teatro “impegnato”, un teatro che veste i panni agguerriti della lotta sociale di Maria alla fine degli anni settanta a Catania.

Il recital ben strutturato ed emozionante, percorre la strada che intreccia, in modo armonioso e ben congeniato, la vita, la sua amata musica popolare e la lettura di grande qualita’ interpretativa dai tre attori in scena, delle opere teatrali di Maria Campagna.

Cinzia Caminiti Nicotra, Rosalba Sinesio, Alfio Guzetta, danno voce ed anima a questo “prezioso” Recital.

Le voci, le note, la mimica squarciano l’anima del pubblico inducendolo varie volte alla commozione, al brivido dell’interpretazione vera, fatta di palpiti intensi di cuore.

E’ questo che ci è arrivato domenica alla Sala Magma. Una lancia intrisa nel sangue passionale ed appassionato di una donna che non accettava di essere inferiore a niente e nessuno contro tutte le usanze ed ingiustizie del tempo.

Uno spettacolo che spezza il silenzio degli oppressi che hanno voglia e diritto di vivere quella vita che pagano, giorno dopo giorno, a durissimo e carissimo prezzo.

Nelle voci di Cinzia e Rosalba, c’è tutta la disperazione, tutto il disprezzo che Maria espresse nelle sue opere e nella vita reale del suo tempo che è diventato pure nostro.

Le due attrici sono perfettamente in simbiosi, grandissima la loro affinita’ scenica.

 

Il bravissimo attore, Alfio Guzzetta, si è commosso in scena ed ha fatto commuovere. Intensissima la sua interpretazione, penetrante, vera.

Il Recital si conclude con la proiezione della parole che il poeta Ignazio Buttitta scrisse in onore di Maria Campagna lette dall’attore Salvo Saitta.

La voce registrata di Maria Campagna saluta infine un pubblico profondamente scosso dal brivido intenso che solo il vero Teatro è capace di regalare come speranza di cambiamento.

 

“Per tanti tanti anni ho cantato questa canzone popolare chiedendomi sempre (e insieme a me i musicisti che l’hanno eseguita) chi fosse l’autore della parte musicale. E’ un canto molto applaudito ed apprezzato che ci ha accompagnato in migliaia di recitals. Ieri sera ne ho conosciuto l’autore e voglio ringraziarlo pubblicamente. Grazie Daniele Pidone e complimenti. Riporto in questa pagina il testo, un canto d’amore magnifico, scritto da un grande poeta e scrittore col quale si è già complimentata la storia della nostra terra: Luigi Capuana.

 

(Cinzia Caminiti Nicotra)

 

Sta notti mi sunnai quattru funtani

quattru pedi d’aranciu a lu ciuriri;

vitti li stiddi scinniri e acchianari,

vitti lu suli comu aceddu u viri.

Vitti n’aquila fina a lu vulari,

vitti lu cori ‘nta un pettu durmiri

ca siddu mi putieva arrisbigghiari

non ti l’avissi cchiù lassatu iri

 

Ciuriddu ca ti rapi a la matina

e spinci adaciu adaciu la tistuzza

ca si’ vagnatu tuttu d’acquazzina

quantu vasu sta funti di biddizza!

E ora ca scurau la siritina

pirchì ti chiudi cu dilicatizza

pensaci, ciuri, ca si cosa fina,

ca senza amuri lu tempu s’appizza!

Vivere non è abbastanza. Bisogna avere il sole, la liberta’ ed un piccolo fiore dove posarsi”.

Grazie Maria Campagna.

 

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