Il testamento dei Favazza con tre “ZA”

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bonanima 5eredita zio canonico locandina

L‘eredita’ di un giocoso zio canonico portato in scena, con grande successo, al teatro “L’Istrione” di Catania, dal 12 al 14 giugno

 

“Ti lascio, ti lascio, ti lascio”, sono queste le parole che lo zio canonico rivolge al nipote, Antonio Favazza in punto di morte. Ed è su queste parole che si muove la commedia, “L’eredita’ dello zio canonico” di Antonino Russo Giusti del 1923, rivista con occhi esperti dei due registi Valerio Santi e Francesco Russo, che l’hanno “svecchiata” con risultati di successo meritato, frutto di grande fatica, di amore vero per il teatro, di passione, di cuore.

 

La “nostra” eredità sarà un’eredità assolutamente diversa, poiché partendo da ciò che – appunto – abbiamo ereditato dai padri e dalle madri del teatro di tradizione, riproponiamo al pubblico una versione totalmente nuova ricca di lazzi e di trovate non più fossilizzati nella memoria e soprattutto ricca di energia, un energia giovane, quella che serve a risollevare il nostro teatro dal baratro dell’indecenza in cui purtroppo – grazie all’abuso di molti – è finito da un pezzo, affermano i due registi.

Ed il risultato finale li ha premiati grandemente.

 

“L’eredita’ dello zio canonico” è un classico della commedia siciliana interpretata, nel passato, da attori di un certo spessore teatrale, tra gli altri Angelo Musco. E’ la storia dell’arrivismo umano, della pochezza dei valori, del materialismo, dell’ipocrisia, della voglia di migliorare la propria condizione economico-sociale con ogni mezzo possibile, anche il piu’ squallido ed irrispettoso, elementi questi che caratterizzano la storia dell’involuzione umana.

 

Uno zio porporato lascia un testamento ad un notaio dove sono scritte le sue ultime volonta’. Su questo testamento girano i tre cugini Favazza, Antonio, Maddalena e Mario dall’indole molto diversa l’uno dall’altro.

 

Gustosissime e godibilissime le caratterizzazioni o “lazzi” studiati dai due giovani ma gia’ con una vastissima esperienza teatrale di grande livello, attori-registi del lavoro in questione.

La scenografia è ben curata nei dettagli da Valerio Santi, le luci sono di Aldo Ciulia, la fonica di Sandro Sciotto, i costumi consoni al periodo sono della Costumeria LIstrione.

 

Straordinaria energia giovane viene sprigionata dall’interpretazioni degli attori in scena, consci del loro valore artistico e ben affiatati. Traspare, dai loro personaggi, un impegno che si tocca quasi con mano, la volonta’ ferma e consapevole di arrivare al pubblico con una sferzata di ironia mai triviale, sempre contenuta, mai ostentata e sempre gradevolmente naturale cosi’

come il vero teatro, quello di qualita’, dovrebbe essere fatto affinchè si possa parlare d’esso come elemento di divulgazione culture ed esaltazione d’arte.

 

Due ore circa di risate, di riflessioni, di colpi di scena, di emozioni.

Bravissimi ed adeguati tutti, il giovane attore Antonio Rosano che in scena è un garzone, un cameriere e Maisina; Aurelio Rapisarda ben caratterizza il personaggio di Turi Nasca; Tino Mazzaglia è il garbato notaio; Piero  Coco è l’anziano e “sonnolento” Vicario Chiarenza; il bravo caratterista Concetto Venti è un sordo e confusionario Don Michelino.

 

Molto “genuina” e “fresca” è l’interpretazione di Aitina, figlia di Antonio e Nenza, l’attrice Silvia Rizza.

Una strepitosa, divertente, incisiva Irene Tetto dalla “parlata inspirata” tipica dei calabrese, è in scena la moglie decisa di Antonio, Nenza.

La grandissima esperienza dell’attore Aldo Mangiu‘, presta voce, viso e corpo al personaggio di Don Santo, marito della cugina Maddalena Favazza. Il ruolo è stato affrontato con grande garbo, grande signorilita’ sia nei toni che nei movimenti.

Maddalena è la frizzante, comunicativa, decisa attrice Rosaria Francese, capace di divertire il pubblico con una naturalezza quasi disarmante.

Il giovane e sensibile attore Giorgio Cantone, ben interpreta il piu’ giovane dei Favazza, Mario, mutilato di guerra, promesso sposo di Aitina dal cuore nobile e generoso.

Ed infine due ruoli cuciti addosso ai due attori, nonché registi, della commedia.

L’anziano e generosissimo Cavaliere Amore, padrone di casa di Antonio e Nenza, è interpretato dal bravissimo Valerio Santi.

Il suo invecchiamento, i suoi movimenti sulla scena, il timbro della sua voce sono perfettamente in sintonia con il personaggio interpretato. Un attore che ci emoziona, ci stupisce sempre con la sua innata sensibilita’ di autore, attore, regista, con l’umilta’ scenica che ha sempre dimostrato sul palcoscenico come nella vita, che sono poi peculiarita’ indispensabili per un teatro vincente e capace di fare cultura vera.

Francesco Russo è in scena il cugino Antonio Favazza. L’attore convince ed avvince passando da uno stato di grazia alla disperazione con una naturalezza che solo i grandi possono permettersi di sfoggiare sempre con il rispetto reverenziale dovuto al palcoscenico.

Francesco Russo si muove con disinvoltura, tenacia, coinvolgimento, impegno e consapevolezza. Il suo ruolo dimostra grande verve, non è mai monotono, mai scontato.

Grande merito dell’attore è quello di non aver permesso al pubblico di abbassare, nemmeno per un solo istante, l’attenzione.

 

Un lavoro, dunque, ben congeniato, ben diretto e ottimamente interpretato.

E come dira’ Valerio Santi con voce rotta dalla fatica e dal sudore provocato dal calore delle luci da palcoscenico: “Andate, andiamo a Teatro. Non smettiamo di cibare la nostra anima di cultura ed arte”.

 

Purchè si scelga di andare da chi è capace veramente di fare arte e cultura.

 

Gli appuntamenti della stagione teatrale 2015\2016, dal titolo “Servo di scena” del Teatro “L’Istrione” di Catania, Via F. De Roberto, 11 – tel. 3384926145 – teatrolistrione@hotmail.it –sono i seguenti:

  • IL CASINO DI CAMPAGNA di Augusto Kotzebue – 9-10-11 ottobre 2015
  • LE CATTIVE SIGNORE di Mauro Longo – 11-12-13 dicembre 2015
  • UOMINI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI di Rosario Galli – 19-20-21 febbraio 2016
  • ROSMERSHOLM di Henrik Ibsen – 15-16-17 aprile 2016
  • L’ARIA DEL CONTINENTE di Nino Martoglio – 10-11-12 giugno 2016
  • La cultura è potenza e ci rende liberi.

bonanimaConcetto Venti, Aldo Mangiu’, Rosaria Francese

bonanima 1 Francesco Russo, Valerio Santi

bonanima 3Valerio Santi

bonanima 4Concetto Venti, Irene Tetto, Francesco Russo

 

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