A Castro riemerge la dea Minerva

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statua-minerva-233x400Enea, il protagonista del poema epico di Virgilio, scappando dalla città di Troia, dopo la conquista dei greci, si rifugiò  sulla rocca nel comune di  Castro, piccola cittadina del Salento. Ed è proprio qui che è emersa in tutto il suo splendore una statua raffigurante una donna, confermando l’opinioni di molti studiosi che la nota località turistica fosse sede del famoso tempio cantato nell’Eneide e dedicato alla  divinità romana Minerva.

Il ritrovamento di alcune parti della statua, busto, falange e dita di una mano, confermerebbero l’esattezza della collocazione del luogo che accolse la fuga del mitologico eroe. Se non altro, tale rinvenimento si dimostra altresì utile per confutare che alcuni dei pezzi della balaustra di protezione della statua stessa emersi nei mesi precedenti, presentando un motivo floreale a traforo, non possono più essere attribuiti al famosissimo barocco leccese.

Nascosta sotto tre metri di terra il  busto di una statua di donna, dal raffinato drappeggio, con tracce di porpora e di proporzioni doppie rispetto a quelle naturali, risalente  con quasi certezza al III secolo a.C. oggi è tornata alla luce per poter essere ammirata da studiosi e cultori.
I lavori di scavo portano la firma del dott. Amedeo Galati, archeologo, impegnato sul sito da quasi sei anni. Un recupero importante per l’archeologia mondiale. Dopo tremila anni  la bellissima statua, anche se priva di testa, premia gli autori dello scavo e si aggiunge alla ricchezza di reperti che risalgono ad alcuni secoli prima di Cristo già ritrovati in questa zona e  che fanno ben sperare nel rinvenimento delle parti mancanti, anche perché dalla posizione in cui è stata ritrovata si pensa possa essere stata deposta volutamente per essere successivamente dissotterrata.

Lo stesso Enea, descriveva così il punto del suo sbarco dopo la fuga:“…e già più vicino si intravede un porto, e appare un tempio di Minerva su una rocca Il porto è incurvato ad arco dalla corrente…i suoi moli rocciosi protesi nel mare schiumano di spruzzi salati, e lo nascondono; alti scogli infatti lo cingono con le loro braccia come un doppio muro, e ai nostri occhi il tempio si allontana dalla riva…”

20150704_101738_img-5592Che la storia di Enea sia una leggenda o meno ha importanza relativa, quello che conta è che grazie a questa scoperta ci si potrà districare sulla narrazione di un luogo realmente esistito e descritto attentamente nel primo secolo a.C., dal poeta e filosofo Virgilio e facente parte di uno degli episodi più travolgenti e mitici che la storia abbia voluto raccontare, trait d’union fra la guerra di Troia e la fondazione di Roma, entrambe culle della civiltà occidentale.

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