Il sole arrossa la pelle e annerisce i cuori

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cani_abbandonatiE’ arrivato il caldo e il tanto sospirato periodo di vacanza si affaccia all’orizzonte umano tanto quanto il crudele fenomeno dell’abbandono degli animali domestici che tocca il suo apice con l’approssimarsi dell’estate. Pare proprio che le due cose viaggino inseparate nonostante le campagne di sensibilizzazione o gli appelli degli animalisti.

Numerosissimi anche quest’anno i compagni domestici che incivilmente vengono ritenuti scomodi al punto che non ci si prende nemmeno la briga di scegliere vacanze adeguate che annoverino l’animale come parte della famiglia o lo si affidi temporaneamente alle cure di parenti o amici esperti e validi sostituti. Così all’improvviso il padrone smette di essere più o meno amorevole e si trasforma in un essere meschino e crudele che senza preavviso apre lo sportello e scaraventa il proprio cane al bordo dcane_Abbandonato-kYEE-U10302148521723rUD-568x320@LaStampa.iti una strada, in campagna o in autostrada e poi via velocemente, incurante di quello sguardo disorientato incollato al posteriore di quell’auto che contiene tutto il suo mondo fatto di amore, fiducia e dedizione.

Ogni anno si scrivono tanti articoli e ogni anno ritorno a domandarmi come si possa vivere senza il senso di colpa di quel gesto? Come sia possibile abbronzarsi e divertirsi avendo condannato un essere vivente alla sofferenza, alla solitudine, alla fame e al dolore dell’abbandono? Evidentemente in loro non rieccheggia un senso di indegna appartenenza al genere umano. Evidentemente, qualche ragione a me incomprensibile non ha creato in loro un senso di vuoto, di squallore e di inconsistenza. Possono negare affetti, sentimenti ed emozioni in nome di quindici giorni in una più o meno nota località turistica di cui vantarsi poi con amici e colleghi. Sicuramente si sentono appartenenti ad una presunta razza superiore che può decidere del destino di un “essere inferiore”.

Source-RNiZbrGPmcEppure è risaputo che abbandonare un cane o un gatto è condannarlo a morte certa.

Un cane abituato a stare in famiglia e ad avere tutte le attenzioni del caso, nel momento in cui viene lasciato a se stesso, non sarà in grado di sfamarsi e soprattutto trovare acqua. Il senso di abbandono, la paura, i rumori, le strade con le macchine e la scarsità di cibo ed acqua non gli consentiranno di resistere a lungo. Un gatto, invece, ha qualche possibilità di sopravvivenza, vista la sua maggiore capacità di adattamento, ma ciò non toglie che anche per lui il cambiamento sarà fonte di indicibili sofferenze.

Eppure è risaputo che esistono soluzioni alternative, come pensioni, associazioni o come già accennato anche amici, dog e/o cat sitter che possono accudire l’animale domestico che, soffrirà senza ombra di dubbio l’assenza ma, se trattato bene e con affetto, potrà farvi ben comprendere al vostro ritorno quanta incontenibile felicità nel rivedervi.

Basta informarsi e la soluzione appare certamente.

imagesA monte va comunque seriamente considerato che un animale non è un peluche a batterie. Ci sono doveri, responsabilità, bisogni e oneri che vanno presi nei confronti del nuovo membro della famiglia. Prendersi cura di lui sono attività di interscambio che arricchiscono entrambi, perché fortunatamente, se sappiamo ascoltare meglio i nostri sentimenti, ci renderemo conto che l’evoluzione della specie è anche questo.

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