Un bacio ovale pro gay

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Bacio-tra-rugbisti-620x264Se fino ad ora era solo il fisico atletico dei rugbisti a stimolare la fantasia dell’immaginario comune, da oggi dobbiamo aggiungerci quei valori di impegno sociale che li trasformano, per merito, da rudi adoni muscolosi a testimonial dei diritti dei gay.

Grazie a Sportweek, il magazine settimanale della Gazzetta dello Sport che ha sbattuto in prima pagina, anzi in copertina, del mese di luglio, il primo bacio ovale, il rugby si schiera in prima linea contro i pregiudizi omofobici.

E se in casa nostra la squadra locale del Padua Ragusa rugby, sull’onda emotiva dell’ennesima tragedia consumata nelle acque del Mediterraneo, ha abbracciato la causa delle tante vittime innocenti, esibendo una maglietta con lo slogan “anch’io sono un migrante”, è ancora una volta questo sport che provocatoriamente esibisce un bacio appassionato tra due imponenti masse muscolari.

Un fatto rivoluzionario che non potrà passare inosservato.

C_4_articolo_2121529__ImageGallery__imageGalleryItem_0_imageE se non bastasse la coraggiosa foto, il titolo che immortala l’effusione, “Chi ha paura di un bacio?” darà del filo da torcere ai pregiudizi che ancora alimentano i sentimenti dei diversamente etero.

Protagonisti della campagna promozionale sono Giacomo e Stefano, compagni nella vita come nella squadra amatoriale di Roma in cui giocano, la Libera Rugby.

Lo sport si fa dunque portavoce di un altro messaggio importante, la denuncia e la lotta all’omofobia. Battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone deve costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società. Diritto di amare, diritto al rispetto e diritto a essere felici, non devono rimanere espressioni vuote o slogan gridati nelle manifestazioni, ma normale e quotidiana possibilità di scelte di vita. In Italia alcune persone non possono sposarsi, adottare, accedere alle tecniche riproduttive (la legge 40 restringe l’accesso alle coppie eterosessuali conviventi o sposate), in altre parti del mondo può andare anche peggio, prigionia, punizioni, morte.

BACIO1.PNG Dovremmo incamminarci tutti verso la libertà come responsabilità individuale. Un cammino di libertà quale pieno sviluppo dei diritti fondamentali, civili, sociali, personali, affettivi.

Quella di avere tutti le stesse possibilità dovrebbe essere una condizione umana imprescindibile. Ma credo che questo cammino sia ancora lungo. E allora bisogna continuare a ribadire che chi è eterosessuale ha gli stessi diritBACIO6.PNGti di chi non lo è. Perché, come ha scritto Elton John: “Mettere fine al pregiudizio contro le persone gay non rende libere soltanto loro. Rende liberi tutti”.

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