Dalla Sicilia con clamore

Print Friendly, PDF & Email

image198Attualità caldissima ricca di argomenti su cui riflettere in quest’estate piena di colpi di scena.

Si va, dalle lacrime del governatore Rosario Crocetta, colpito e quasi affondato con la questione dell’intercettazione-fantasma in cui il medico Matteo Tutino, parlando con Crocetta, avrebbe desiderato la stessa fine del padre per la figlia del giudice Borsellino assassinato da Cosa nostra, allo scontro tra prefetti e governo per la gestione dei profughi provenienti dalle note zone di sbarco siciliane, dopo le recenti contestazioni di Treviso e Roma.

Eccoci qua, accaldati dal sole e accalorati da questi temi che tengono alta da giorni l’attenzione dei media.

giustaBalza all’attacco del tritacarne mediatico il caso Crocetta che alla fine resiste e non si dimette, anche se, afferma, “è stato trattato come un lebbroso del medioevo” . Tutino agli arresti smentisce, tanto quanto il primo attore che si autodifende contro tutto e tutti e garantisce che non si andrà ad elezioni anticipate. Con quel pesante cognome, Borsellino, che rappresenta un pezzo di storia italiana tirata in ballo dalla frase scandalo, sono giorni che questa vicenda dai chiari toni politici è in attesa sul tavolo Renzi, mentre il resto del Pd sembra aver già scaricato il presidente siciliano.

imageE in questo groviglio un po’ perfido, da che parte si schiera Ingroia, altro interprete di quel pezzetto di storia? Infastidito dal

clamore suscitato dalla delicata questione, sentenzia, “le volgarità che ho letto, a parte la frase che non esiste, confermano che Tutino rappresenta un aspetto deteriore della politica. Io non sono un pretoriano di Crocetta. Finché ci sarà la possibilità di fare qualcosa di utile continuerò, appena capirò che non è più possibile tornerò al nuovo lavoro di avvocato”.

Raffiche di dichiarazioni, smentite, prese di posizione del mondo politico e istituzionale, autosospensione, lacrime, dolore, sospetti e silenzi, in un caso di disordinata follia per l’ex sindaco di Gela che tra l’altro in questa sua legislatura non certo facile, ha visto, in tre anni tre governi, trentasette nomine assessoriali, due sfiducie e ora due fonti contrastanti: una del settimanale l’Espresso che sostiene l’esistenza dell’intercettazione; l’altra quella della Procura di Palermo che, invece, ne nega l’esistenza.

Scatenato iimagesl contrattacco dell’altra cocente questione estiva, quella relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo dove lo strappo sulla diatriba non si ricuce. Durissimo il comunicato del sindacato della categoria dei Prefetti : “Siamo stati lasciati soli”. Replica immediata e lapidaria del ministro Alfano: “Noi abbiamo fiducia nei Prefetti, chi non se la sente faccia un passo indietro o sarà sostituito“.

Al posto della mano tesa, arrivano le bacchettate e lo scontro sugli immigrati è chiaramente aperto, tra Viminale e Prefetti.

indexL’operazione umanitaria che dura da anni ha visto al tempo stesso, incertezze, abbandoni, confusione, inefficienze, business, rigidità, solidarietà, tolleranza e ora un braccio di ferro. Sul delicatissimo tema delle migrazioni forzate, che è di fatto un problema della civiltà contemporanea, c’è bisogno di uno sguardo lungo senza cedere a biechi calcoli strumentali.

Ma per questo Europa e Italia non sono ancora pronte, mentre all’orizzonte, nelle prossime ore, sulle coste siciliane e calabresi sono previsti altri duemila disperati in arrivo.

310x0_1434280986428_rainews_20150614131444395Così va la partita del potere, sempre giocata dall’alto, mentre noi spettatori, restiamo a guardare, battendo di tanto in tanto le mani e fischiando talvolta il nostro disaccordo, senza mai scendere realmente in campo per segnare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*