Videogame di Salvini che incoraggia l’odio razziale

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Call-of-Salveenee-2Matteo Salvini protagonista di un videogioco sta scioccando la rete. Sul mercato sta per arrivare Call of Salveenee – alla ricerca dei Marò” sviluppato da Marco Guzzo, in arte Alfieri, informatico ventitreenne di Pisa che ha ideato un gioco dove il leader del Carroccio diventa l’eroe padano, in abito nero e cravatta verde che, sulle note del “Va pensiero” (inno leghista) per liberare i due fucilieri della Marina italiana al grido di “ruspa, ruspa” combatte i nemici. Quali sono i nemici ? Uno “zingarello, un terrone e azziz”.

Si può scherzare su questi argomenti?

call-of-salveenee-il-videogioco-su-matteo-salvini-che-vuole-liberare-i-due-maro-lanciando-ruspeE’ solo satira, non vedo come possa incitare alla violenza. È goliardico. ” si difende l’autore. Se il ragazzo forte dell’incoscienza giovanile può non intravedere il pericolo del suo messaggio, noi decisamente più datati, manifestiamo la nostra giustificata criticità. L’odio politico è un chiaro e facile strumento da campagna elettorale che miete voti e da tempo è il cavallo di battaglia della Lega che individua nelle minoranze etniche le causa di tutti i mali degli ultimi tempi. Ma quando si passa dalle ruspe sulle magliette, alle intimidazioni rivolte ai rappresentanti della Chiesa che non devono “rompere le palle”, e poi si transita su un gioco virtuale che utilizza le parole dei comizi infarcite di violenza, ci vuole un attimo perché prima o poi una mano esagitata accenda la scintilla. E alla fine, qualcuno si faccia male sul serio. Storia insegna…

E se l’eurodeputato Gianluca Buonanno che definì i rom “feccia della società” attacca il videogame perché : “Denigra le nostre battaglie”, io sono decisamente più preoccupata proprio della qualità delle “battaglie” portate avanti dalla Lega capitanata da quel ragazzotto arrogante capace di sollevare polveroni saltuariamente giustificati che trascina nel suo delirio ideologico un sorprendente numero di consensi. E se un tempo il fondatore del partito padano era classificato come folcloristico, oggi siamo di fronte a un esperto e spregiudicato demagogo, bravissimo comunicatore, chiamato troppo spesso nei dibattiti televisivi perché fa audience, ma molto pericoloso per il nostro Paese, tanto quanto un Hitler in Germania o di una più recente Marine Le Pen francese o di un Nigel Farage per la Gran Bretagna. E’ pericoloso perché, motivato dai propri interessi lancia programmi che fanno presa su molta gente, che in un momento difficile si appellano agli istinti più primitivi, e che sono del tutto irrealizzabili o risolutivi.

salvini-giocoPrendiamo ad esempio il suo continuo atteggiamento ostile verso i migranti, approvato purtroppo, in linea di principio, da un gran numero di italiani e che ultimamente è il punto di forza della Lega. Trattandosi di un problema delicato, enorme e inarrestabile, non può essere risolto con gli slogan come crede di fare Salvini. Se si vogliono trovare soluzioni realistiche, senza alimentare il concetto del capro espiatorio, si deve necessariamente proporre un piano articolato, che preveda una selezione per coloro che hanno diritto all’asilo, provvedere alla espulsione di chi commette reati e molte altri dettagli che possono essere attuati senza violare trattati internazionali e senza infierire sui disperati e su quella parte di extracomunitari che lavorano onestamente e di cui abbiamo concretamente bisogno.

Di arruffapopoli è pieno il mondo, e molti hanno anche avuto successo, perché non sempre i votanti riflettono sulle conseguenze del loro appoggio, salvo pentirsene in seguito. E storia insegna…Ma, con tutti le difficoltà che stiamo attraversando, risparmiamoci almeno la leadership di uno che può diventare veramente pericoloso e, se dobbiamo trascorrere il tempo libero giocando, facciamolo con strumenti più 1433157901-11137192-10153016247208155-2898241967187582942-nludici di quello proposto dal giovane informatico pisano.

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