Sfruttati nelle terre della camorra

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grandeVengono reclutati a notte fonda per lavorare nei campi. Attendono sul marciapiede, pazienti e rassegnati che passi il pulmino che, dopo la scelta, li carichi e li porti a guadagnare pochi euro.

Nessuna garanzia se non quella di essere sfruttati. Ostaggi di organizzazioni criminali.

45Immigrati ridotti in schiavitù forniscono manodopera, in nero, nelle terre della camorra e danno vita al fenomeno del caporalato in agricoltura, avvenimento criminale che alimenta un vero business umano, comprensivo di evasione contributiva. Tutt’altro che sconfitto nonostante le morti di quest’estate, l’intensificazione delle operazioni anticaporalato e le denunce che di fatto, non sono riuscite a incidere sulla grave situazione delle campagne. Il fenomeno continua, malgrado i controlli in corso da mesi che non riescono a sconfiggere questa primitiva tecnica di sfruttamento, unico strumento di cui gli immigrati dispongono per entrare nel mercato del lavoro.

Servono braccia per questo o quel lavoro agricolo, caricati su camion e messi al lavoro per 25/30 euro al giono. Ottanta i distretti agricoli dove si pratica il traffico illecito di braccianti. Un ritorno al medioevo lavorativo. Una massa di invisibili senza diritti che, nelle campagne italiane, nelle terre della camorra, lavorano in migliaia. È qui che matura l’immenso potere mafioso e prosperano i guadagni. Il mercato delle braccia è un investimento fortemente redditizio.

images5Nei campi le condizioni sono dure. Sotto il sole rovente del mezzogiorno. Orari eccessivi di lavoro, mancata tutela della sicurezza e della salute. Minacciati. Pagati a cottimo. Vittime di un vorace sistema mafioso. Merce da spremere e moderna forma di schiavitù. Storie di miseria, sofferenza, violenza, degrado, brutalità. Un’altra tragedia umanitaria.

La camorra prima di tutti ha fiutato il business delle campagne e ogni caporale poi, ci specula sulla disperazione e sulla speranza di un lavoro. Un sottomondo che, grazie alle loro braccia garantisce che i prodotti arrivino sulle nostre tavole, eppure, la loro vita resta isolata nel silenzio. immigrati_rosarno.jpg_415368877

Loro, vulnerabili, deboli e sfruttati, ogni giorno, attendono l’arrivo dei camion degli “acchiappastranieri”…

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