Paura controllata e pochi danni in Cile

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APTOPIXChileEarthquakeJPEG-04ce9_1442462167-2034-klYC-U10601302893288i4B-700x394@LaStampa.itUn milione di evacuati per precauzionale allerta tsunami, per fortuna subito rientrata. Il Cile colpito dal terribile terremoto di magnitudo 8.4 che fatto traballare Santiago e un’ampia zona del Paese da nord a sud, dopo la paura conta i danni. Molti gli edifici che hanno tremato per la violenza e dodici i morti accertati. Onde alte quattro metri hanno fatto presagire l’incubo tsunami. La rapidissima reazione della Protezione civile ha evitato la catastrofe umana. Enormi vibrazioni si sono abbattute sulle case ma non sulle persone. Cinque ore dopo la prima scossa, altre trentadue repliche. Quello che ha distrutto l’Aquila, per intenderci, fu di magnitudo Richter pari a 6.4.

imagesAttorno alle ore 20.00 le trasmissioni televisive si interrompono. E’ così che viene annunciato il terremoto che si svolge in diretta. Le immagini testimoniano le inevitabili umane reazioni di panico e caos. Poi tutto si oscura e la gente capisce cosa sta per vivere. Scosse talmente forti che nella storia d’Italia non si sono mai verificate, e, per fortuna, non si possono verificare grazie al tipo di faglie che formano la struttura geologica del Mediterraneo. In un Paese come l’Italia, terremoti così violenti provocherebbero una vera e propria catastrofe con centinaia di migliaia di vittime e distruzione totale.

In Cile invece…

3I terremoti non si possono prevedere ma esperienza insegna, e il Cile, paese tutt’altro che impreparato,  sta adottando da tempo una prevenzione anitsismica molto serrata, così ha potuto evacuare tutta la popolazione in fretta e furia. Il Cile è una nazione ad alta frequenza di terremoti, ma grazie ad una sensibile e rigorosa politica preventiva ha investito, negli anni passati, ingenti somme nella prevenzione antisismica e nella riqualificazione di aree urbane utilizzando sempre criteri costruttivi antisismici. I terremoti non si possono prevedere, ma anticipare sì con costruzioni “in sicurezza”.  Anticipare costruendo meglio e bene. Una grande lezione di precauzione che si è rivelata fruttuosa.

Le tecnologie antisismiche hanno retto al violento movimento del suolo e la popolazione intuita la situazione, in modo ordinato e sereno ha seguito le regole d’evacuazione per scampare al pericolo dello tsunami.

3333In Cile, le popolazioni si sono attrezzate per fronteggiare al meglio simili eventi senza subirne gravi conseguenze, noi al contrario stiamo ancora scontando gli effetti devastanti dei nostri disastri naturali: terremoti dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, le ripetitive alluvioni di Genova. Da queste realtà abbiamo tanto da imparare, ma, vogliamo imparare?

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