Riace, luminoso esempio di accoglienza

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vasai_curdi_a_riaceRiace, oltre ad essere il paesino della Calabria sede del ritrovamento dei famosi Bronzi, torna a far parlare di sé come esempio di capacità di integrazione. Sarebbe scomparso a causa dell’ emigrazione se non avesse aperto le porte ai migranti, trovando il modo di accogliere coloro che hanno sfidato il mare per raggiungere l’Italia. Così l’economia ha ricominciato a girare. Un tentativo che funziona perfettamente, si è rivelato efficace e lo ha salvato dalla sparizione.

4444Grazie alla saggezza del sindaco Domenico Lucano, da anni impegnato a provvedere a un valido aiuto ai richiedenti asilo che giungono dal mare, ha trasformato un edificio in un centro di accoglienza. Offre corsi di italiano per bambini. Ha dato vita a posti di lavoro per i genitori e distribuisce gettoni con cui acquistare i prodotti alimentari nei negozi locali. Così nelle viuzze del borgo risuonano dialetti diversi ma un eguale sorriso, quello della vittoria. Si, perché Riace era destinato alla scomparsa mano a mano che i suoi abitanti si trasferivano nel nord Italia, oggi invece, rivive e condivide un felice esempio di integrazione. Entrambi si sono tesi le mani. Si sono uniti nella difficoltà e hanno vita all’evidente dimostrazione che si può cambiare e in meglio.

imagesTutto inizia nel 1998 quando alcune centinaia di Curdi in fuga dal conflitto con la Turchia approdano sulla spiaggia accanto a Riace. Invece di rifiutarli, il sindaco, decisamente all’avanguardia, destina loro case che erano state abbandonate mentre la popolazione del villaggio diminuiva. Crea il progetto che ha reso possibile che i “potenziali emigranti” non siano partiti e da vita ad un proficuo scambio culturale che ha fruttato un finanziamento dal governo di 25/30 euro a migrante al giorno e nuova forza lavoro per quelle occupazioni che gli abitanti locali non vogliono più fare. Così abbiamo chi guida gli asinelli che tirano carrelli nei vicoli per la raccolta differenziata dei rifiuti, altre che imparano i trucchi del ricamo dalle abili di una donna del posto, chi fa il muratore e chi lavora in un ristorante o fa la parrucchiera. Decine le botteghe per la lavorazione dei prodotti artigianali e sei le cooperative create negli ultimi anni. 77 italiani che lavorano nei vari progetti di accoglienza come mediatori culturali e interpreti. La riqualificazione del centro storico abbandonato, e ora con tutte le case occupate dai nuovi inquilini stranieri, che vivono bene in alloggi a misura d’uomo, modesti, ma dignitosi e decorosi.

431988grande 400 migranti, provenienti da 25 diversi Paesi, su una popolazione totale di 1.800 abitanti. Una popolazione diventata multietnica, dove si coabita in tranquilla serenità. La politica dell’accoglienza ha ridato vita a questo paesino, dal punto di vista sociale, umano e anche sotto l’aspetto economico. E soprattutto è una direzione che dona ai rifugiati il senso di umanità, di dignità, di sicurezza, che sventurati avvenimenti di vita hanno tolto loro. Un processo di integrazione che conduce all’autosufficienza e che offre l’opportunità a coloro che partiti anni fa in cerca di una speranza, hanno deciso di rimanere a Riace, e di ricominciare a vivere.

riace-75481Il comune di Riace pur essendo riconosciuto sia a livello nazionale, che internazionale, come un progetto pilota per l’accoglienza dei rifugiati ha ovviamente chi rema contro all’innovativa e solidale visione; errori burocratici o la criminalità organizzata del posto, polemiche, minacce, critiche, ma il combattivo sindaco tira diritto e quindici anni dopo, ancorain carica, sta lavorando per aiutare i nuovi arrivati, esportando un’immagine di Calabria non solo aperta all’accogliimages444enza ma anche attenta ai processi storici che stiamo vivendo.



(Si ringrazia © Ilenia Piccioni | Molo7 Photo Agency per averci concesso di usare la seconda foto utilizzata nell'articolo)

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