Foie gras, uguale tortura

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foie_gras-600x400È  un tipico piatto tipico francese e per tradizione un cibo di lusso, ma è il frutto di una crudele realtà dell’industria. È il fegato d’oca o di anatra e per produrlo milioni di animali sono sottoposti al gavage, l’alimentazione forzata, una pratica condannata anche dall’UE.

Numerose le campagne lanciate dagli animalisti che dimostrano con reportage e inchieste la sofferenza di questi animali destinati alla produzione del paté di Francia e Belgio in primis ma anche di altri paesi europei quali Bulgaria, Ungheria e Spagna. Questo alimento viene ottenuto facendo ingrassare forzatamente l’animale ovvero, gli viene introdotto dalle due alle quattro volte al giorno, nell’esofago attraverso un tubo metallico lungo 30 centimetri, il cibo composto da mais salato che stimola una crescita abnorme del fegato, dal quale poi viene prodotto il celebre paté servito nei ristoranti pentastellati.

foie gras 2Oche e anatre chiuse in gabbie così piccole che non possono nemmeno aprire le ali, ingozzate a forza e che vomitano per il troppo cibo. Costretti a vivere tra feci e urine, pieni di piaghe, agonizzanti, con ali e becchi spezzati; Questo è lo scenario che sta dietro ad ogni porzione di paté che ancora qualcuno insensibilmente consuma. Bisogna imprimerselo bene nella mente. La richiesta sul mercato di questo cibo equivale all’uccisione di milioni di animali e la loro sofferenza all’interno dei macelli, dove viene estratto loro il fegato malato, grande fino a 10 volte più del normale. Una vera patologia forzata dall’uomo, steatosi epatica ossia un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche.

Una crudele tortura in nome del cibo di lusso, che non finisce qui. Ogni volta che il tubo viene controvoglia e molto velocemente introdotto nella gola dell’animale, provoca lacerazioni che non curate si trasformano in gravi infezioni. Tutto questo non importa a chi quotidianamente introduce il tubo metallico e attende che il risultato, ovvero che il fegato diventi di almeno 500 grammi.

A traguardo raggiunto l’animale non serve più. Lo si macella. Ma nemmeno la fine è indolore. Viene stordito con scariche elettriche e pugnalato. La morte avverrà in seguito, per dissanguamento, dopo essere stato appeso a testa in giù e lasciato ad agitarsi per il dolore. Finché il sonno eterno, finalmente, non interromperà il suo calvario sulla terra. Gli animali in natura possono vivere fino a quindici anni, qui nei lager alimentari al massimo quattro mesi.

foiegras4rPurtroppo è solo l’ennesima scioccante verità delle prevaricazioni perpetrate verso gli animali, ma ha lo scopo di scuotere attivamente le coscienze di coloro che vengono a conoscenza di questa pratica aberrante; è necessario chiedere la chiusura immediata di tutte le aziende di foie gras e il divieto di produzione, fornitura e vendita di tale prodotto nell’Unione europea. Lo svolgimento delle azioni che portano alla produzione del foie gras è considerato in molti paesi del mondo, ivi inclusa l’Italia, come un vero martirio ed è per questo che spesso sono stati adottati divieti di allevamento. Tuttavia l’importazione è quasi sempre garantita e questo preclude la possibilità di una vittoria effettiva per gli animali. Nonostante ciò è importante continuare a lottare per la libertà di milioni di animali che convivono sulla terra insieme all’uomo e non solo, per l’uomo.

 

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