“Piume di struzzo” di David Leone

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leone

Esattamente un anno dopo aver recensito la sua prima opera “Confessioni di un mammone italiano” ho avuto nuovamente il piacere di ricevere in dono, leggere e apprezzare anche il secondo libro di David Leone, “Piume di struzzo”, sempre pubblicato da Mauro Pagliai editore.

Il protagonista è, ancora una volta, un uomo, qui uno psicologo affermato anche come scrittore che ha anche una bella famiglia; tutto sembrerebbe scorrere nei binari della normale quotidianità ma un giorno, all’improvviso, uno strano invito che gli giunge, tramite sua moglie Vanessa, da parte del suo amico del cuore Enrico e di sua moglie Sara mette in moto una serie di meccanismi imprevisti che sconvolgono quell’equilibrio che sembrava consolidato facendogli mettere in dubbio tutto quello in cui aveva creduto fino a quel momento.

In questa sua seconda opera David Leone affronta, in modo mai volgare com’è sua abitudine, principalmente tre tematiche: gli incontri tra “scambisti”, la scoperta dell’omosessualità di un proprio figlio o figlia e la relazione di coppia quando c’è un’enorme differenza d’età tra i due.

Molto bravo a delineare i protagonisti attraverso i dialoghi, soprattutto Vanessa, Sara, Claudia, Andrea e Pedro e a farci percepire come la vita possa riservare sorprese cambiando tutte le carte in tavola, rimescolando principi assodati e lasciando intravedere nuovi orizzonti per ricominciare su basi diverse “…assaporando fino in fondo quella piccola rivoluzione, quel miracolo non più inconsapevole all’interno di quella cosa strana e imprevedibile chiamata vita a cui, ormai lo avevo imparato, era impossibile cercare di dare un senso”.

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