Confini di fuoco

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Schermata-2015-08-22-alle-17.20.24-600x300In tutta Europa l’emergenza migranti non si ferma, ma uno sparo ha fermato un afgano che tentava di varcare la frontiera. La polizia bulgara ha sparato nella notte. E’ la prima volta che viene ucciso un migrante mentre chiede asilo, secondo il parere tollerante. Mentre tentava di entrare illegalmente nel paese, per la versione intransigente bulgara.

image5555A Bruxelles un altro Consiglio europeo non porta a nulla. Nessuna intesa sulle questioni cruciali della redistribuzione dei richiedenti asilo e sul trattato di Dublino, mentre nella stessa ora, un migrante perdeva la vita al confine con la Bulgaria. La mano pesante delle guardie di frontiera è oramai una consuetudine, ma arrivare a sparare è tutta un’altra faccenda. Hanno eretto un muro di 30 chilometri di filo spinato e stanno impiegando circa 2000 poliziotti nel tentativo di controllare i flussi migratori al confine con la Turchia. Ma non basta. La polizia di confine deve sparare contro qualsiasi persona che non ubbidisca agli ordini dopo aver superato clandestinamente i confini. Secondo il governo di Sofia, questa azione di forza è giustificata dal fatto che ha opposto resistenza, hanno intimato l’alt, si è sparato in aria e un proiettile di rimbalzo lo ha colpito alla testa.

imagesMa si esplodono colpi di arma da fuoco per fermare dei disperati?

In Ungheria invece, la polizia spara gas lacrimogeni e granate assordanti per cercare di frenarli. In Francia oltre ai poliziotti si inviano più cani poliziotto. In Italia qualcuno voleva sparare direttamente contro i barconi. Non si esclude nessuna misura per fronteggiare il problema, che durerà ancora. Paese che vai…

La vittima è un profugo afgano che, insieme ad un gruppo di una cinquantina di persone sono state intercettate dalla pattuglia nei pressi della frontiera della Bulgaria sud-orientale. Ucciso perché non voleva tornare indietro. Fuggiva dalla guerra ma ha trovato la morte proprio quando credeva di essere al sicuro.

E questa diventa l’ennesima vittima sulla via europea. Morto, perché credeva che la civiltà occidentale gli avrebbe teso la mano e compreso la sua disgrazia. Morto, perché arrivato proprio a4555 un passo dall’obiettivo verso una vita dignitosa, ha continuato a protendersi avanti per afferrare una sorte più umana. E mentre l’Europa parla, quel sogno si è tinto di rosso sangue…

 

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