Isabella Leonarda, la prima musicista a comporre sonate

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Isabella Leonarda, nata il 6 settembre 1620 e morta il 25 febbraio 1704, fu una compositrice italiana di Novara.

All’età di 16 anni entrò nel collegio di sant’Orsola, un convento delle Orsoline, dove rimase per il resto della sua vita.

La Leonarda è famosa soprattutto per le numerose composizioni che creò durante la sua vita nel convento che l’hanno resa una delle più prolifiche compositrici del suo tempo.

Anna Isabella Leonarda era la figlia di Giannantonio Leonardi e di sua moglie Apollonia. La famiglia Leonardi era un’antica, celebre famiglia novarese i cui membri includevano importanti ufficiali civili e religiosi e cavalieri palatini. Il padre di isabella, che aveva il titolo di conte, era un avvocato.

Nel 1636 la Leonarda entrò nel collegio di sant’Orsola a Novara. La sua famiglia aveva stretti legami con quel collegio come benefattori motivo per il quale si è speuclato sul fatto che ciò possa aver contribuito all’influenza della Leonarda all’interno del convento dove ebbe vari ruoli importanti fino a quello di madre superiora.

La Leonarda fu una compositrice molto rinomata nella sua città natale ma la sua musica fu poco conosciuta in altre parti d’Italia.

Le sue composizione pubblicate coprono un arco temporale di 60 anni, iniziano con i “Dialoghi” del 1640 e si concludono con i “Mottetti a voce sola” del 1700.

Si pensa che abbia composto quasi duecento opere durante quel periodo sebbene i suoi unici lavori apparsi prima del 1670 siano i dialoghi stampati da Gasparo Casati.

Isabella Leonarda non fu molto nota come cantante e strumentista e non si sa molto del suo coinvolgimento in queste attività ma questo non toglie nulla alla sua fama di una delle compositrici più prolifiche dell’epoca barocca.

Non si sa molto dell’educazione musicale della Leonarda prima di entrare a sant’Orsola sebbene molti ritengano che dovrebbe averne avuta per l’alto livello sociale ed economico della sua famiglia.

E’ stato anche suggerito che una volta in convento abbia studiato con Gasparo Casati (1610-1641), un compositore di talento ma poco noto che fu maestro di cappella della cattedrale di Novara dal 1635 fino alla sua morte.

L’unica testimonianza diretta che colleghi i due è il “Terzo libro di sacri concerti” di Casati che contiene due dialoghi drammatici, le prime composizioni conosciute della Leonarda.

All’interno del convento lei veniva identificata, in un documento trovato nel 1958, come “magistra musicae”. Sembra quindi che la Leonarda avesse qualche ruolo nell’insegnare alle altre suore a suonare musica e questo potrebbe averle fornito le opportunità di far mettere in scema le sue opere da parte delle suore del convento.

Le opere della Leonarda includono esempi di quasi ogni genere sacro: mottetti e concerti sacri da una a quattro voci, dialoghi sacri in Latino, salmi, responsori, Magnificat, litanie, messe e sonate da chiesa.

Scrisse anche alcuni assoli sacri con testi in vernacolo. “Sonate da chiesa” fanno parte del suo “Opus 16” che era storico per il fatto che era una composizione strumentale piuttosto che vocale.

Solo due donne sono conosciute per aver dato contributi alla musica strumentale ognuna delle quali ha pubblicato solo una collezione in questo  campo: l”Opus 16” della Leonarda è una di queste due collezioni, l’altra è una composizione di Marieta Morosina Priuli.

Sebbene il genere predominante della Leonarda fosse il mottetto la maggior parte della sua fama storica le viene dale sonate.

E’ stata la prima donna a pubblicare sonate e le compose per tutta la vita.

Per esempio le Sonate dalla 1 alla 11 sono per due violini, violone e organo. Le Sonate 1, 3, 4, 7 e 8 sono “sonate concertate”: ognuno dei 3 strumenti ha almeno un assolo. La Sonata 12 è l’unica Sonata assolo ed è una delle sue composizioni più rinomate. E’ divisa in sette parti con due movimenti lenti che sono come dei recitativi che invitano ad abbellimenti improvvisati.

L’uso intricato delle armonie della Leonarda è un esempio della sua influenza nel coltivare la musica polifonica a sant’Orsola come molti altre suore compositrici italiane stavano facendo nei loro conventi durante lo stesso periodo.

Questo stile creava un’atmosfera che conduceva alla creatività del musicista permettendo leggere improvvisazioni o ornamentazioni musicali.

Le Sonate della Leonarda, comunque, sono inusuali nella loro struttura formale. E’ generalmente noto che Arcangelo Corelli abbia stabilito il “quattro movimenti” standard la forma “lento-veloce-lento-veloce” della sonata da chiesa.

Le sonate della Leonarda, comunque, variano da quattro (Sonate 6 e 9) fino ad arrivare a tredici (Sonata 4) e le sue sonate in quattro sezioni non seguono il modello di Corelli. Inoltre la Leonarda usa i ritornelli in un modo abbastanza inusuale.

Quasi tutte le opere della Leonarda hanno una doppia dedica, una alla Vergine Maria e l’altra a una persona vivente di alto rango.

In una delle sue dediche la Leonarda dichiarò che lei scriveva musica non per ottenere la fama nel mondo ma per far sapere a tutti che lei era devota alla Vergine Maria.

Le dediche ai viventi includono l’arcivescovo di Milano, quello di Novara e l’imperatore Leopoldo I. la necessità di cercare supporto finanziario per il convento può aver motivato molte di queste dediche. Sottolineò anche, nella dedica dell’”Opera 10” che aveva composto musica solo durante il tempo dedicato al riposo per non trascurare il suoi doveri amministrativi all’interno del convento. Questo contraddice le molte speculazioni sul fatto che la Leonarda potesse trascorrere più tempo a comporre delle altre suore del periodo per il suo ruolo più autorevole all’interno del convento.

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