Quanti volti di donne ci sono sulle banconote del mondo?

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Cosa hanno in comune un faraone egizio, uno zoologo svedese, un avvocato boliviano, un eroe di guerra cileno, un manager di banca nigeriano, un re coreano del decimo secolo e Mahatma Gandhi? L’immagine di tutti loro è su una banconota. Oh, sì, e naturalmente sono tutti uomini (deceduti).

Abbiamo saputo recentemente che sta per esserci una donna sulla banconota da 10 dollari che sarà la prima ad apparire su qualunque banconota americana dopo più di cento anni di egemonia maschile. Sono buone notizie, naturalmente, ma con la mano al petto devo ammettere che è davvero troppo poco. Se questa è la situazione negli Stati Uniti che porta la bandiera dell’uguaglianza e del liberalismo cosa accade nel resto del mondo?

Bene, almeno questa segregazione visuale delle donne è fatta in un’esemplare maniera equa. Banconote di tutto il mondo mostrano ritratti di tutti i generi di uomini separati da secoli, continenti e oceani, differenze culturali e religiose, neri, bianchi, asiatici e latini. Alcuni sono molto noti, altri non hanno neanche la biografia su Wikipedia ma ognuno a un luogo e un palcoscenico spingendo le donne fuori dal quadro.

Basandomi sulla ricerca che ho recentemente condotto su tutte le centinaia di banconote di tutte le 195 nazioni del mondo ci sono 609 persone che sono state scelte per apparire su una banconota delle quali soltanto 51 sono donne, circa l’8%. Conclusione: il 92% delle persone che appaiono sulle banconote nel mondo sono uomini.

E questa è solo una media, non la situazione estrema. In molte nazioni le banconote sono 100% “maschili”. A Cuba, per esempio, potete trovare non meno di 11 diversi “testosterone makers” ma nessuna “drop of estrogen”. Anche il Guatemala e la Croazia hanno una rappresentazione zero di donne; anche Albania, Polonia, Singapore, Tailandia, Armenia, Barbados, Cina, Ungheria, Indonesia, India, Giordania, Mauritius e altre. Nuovi record sono stati battuti dal Ghana che non ha messo solo un uomo su ogni banconota ma addirittura sei!

Questa situazione è, ovviamente, non staccata da ogni contesto ed è il riflesso della discriminazione contro le donne nel corso della storia. Una grande parte dei visi furono scelti decenni fa e non meno importante migliaia di anni di oppressione hanno permesso agli uomini di mantenere posizioni dominanti nella società. E quando poi si tratta di leaders, artisti e personalità eminenti che hanno dato forma alle nostre vite allora abbiamo molti più uomini che donne tra cui scegliere.

Comunque talvolta le banconote non solo riflettono la realtà ma la creano anche, e questo in particolare merita la nostra attenzione. Nonostante il piccolo numero di donne importanti nella storia è difficile non interrogarsi sugli stati democratici che hanno scelto di escluderle totalmente dalla loro eredità.

In Croazia, per esempio, la maggior parte delle banconote sono state disegnate negli anni 2000 e tuttavia 10 uomini e nessuna donna sono stati scelti per apparire sulle banconote. Chi sono? Un poeta barocco del 16esimo secolo, un generale del 19esimo secolo, un filosofo del 15esimo secolo e un politico del 20esimo. Può essere che nel corso di 400 anni non ci sia stata una sola donna che sia stata brava abbastanza da entrare nel gruppo?

Non sono un’esperta di cultura croata ma una semplicissima ricerca su Google scopre che una scrittrice, una pittrice a un’eroina di guerra croate sono state meritevoli di riconoscimenti. È una coincidenza? Non credo.

La storia viene riscritta dai vittoriosi e la quasi totale assenza di donne dalla loro commemorazione sulle monete è una violenta evidenza di ciò.

Ma perché parlare di banconote quando gli uomini sono ricordati anche nei nomi delle strade, dei parchi, nei francobolli e nelle statue? Nella nostra era quando la valuta fa girare il mondo la banconota di una nazione è quasi il suo simbolo nazionale, la sua finestra. Più importante ancora è che il viso che appare su queste banconote potrebbe essere la faccia pubblica che vediamo più spesso. Siamo così abituati a loro che non sempre ricordiamo esattamente chi appaia su una banconota ma ricordiamo, non importa chi sia, è un uomo. Non siamo le uniche che ricordano, anche le nostre figlie ricordano, e capiscono già dalla loro prima paghetta chi governa il ondo, banconota per banconota, e specialmente chi non lo governa.

È tempo di correggere questo. Non solo una ma piuttosto una rappresentazione completamente uguale: è il momento di assicurarci che tutte le nuove banconote portino il ritratto di una donna fino a che raggiungeremo la rappresentazione delle donne al 50%. Nel frattempo l’Australia è sola in questa battaglia scegliendo una soluzione creativa: su ogni banconota della nazione c’è un uomo su un lato e una donna sull’altro. Un politico vicino a una scrittrice, un poeta vicino a una poetessa, un sacerdote vicino a una donna d’affari, un attivista tribale vicino a una politica, un comandante dell’esercito vicino a una cantante lirica. E naturalmente la banconota da 5 dollari dedicata alla regina d’Inghilterra, God save the Queen.

E quelle persone che dicono che sia difficile trovare delle donne? Bene, questo è solo un loro problema. Per le banconote che verranno emesse nei prossimi 100 anni ci sarà una squadra di donne migliore e maggiore tra cui scegliere. Questo è il minimo che meritiamo.

http://www.huffingtonpost.com/shir-nosatzki/only-8-percent-of-the-faces-on-banknotes-around-the-world-belong-to-women_b_7737254.html

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