Spaghetti all’assassina

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Dopo aver brillantemente risolto un caso riguardante il calcio scommesse in “Gioco pericoloso” Lolita Lobosco, commissaria della sezione omicidi della questura di Bari, torna “in campo”, in questa quinta avventura creata dalla penna di Gabriella Genisi, per venire a capo di un omicidio che riguarda il mondo della ristorazione barese e col suo solito intuito molto femminile e la sua tenace caparbietà arriverà a dipanare la matassa alquanto intricata trovandone il bandolo nonostante gli ostacoli di ogni tipo che, come sempre, incontrerà.

Anche in questa vicenda ritroviamo a fianco della commissaria Lolita il fedele collaboratore Esposito e un po’ meno (ma non vi anticipo perché) l’ispettore Antonio Forte, il solerte e simpatico medico legale Introna, l’amica del cuore, neo procuratrice capo, Marietta Carrozza, la sorella e la mamma di Lolita e, naturalmente, tutte le tante e variegate new entries relative al nuovo caso di omicidio, quello appunto di uno chef barese che gestisce un locale e che è divenuto celebre per la ricetta degli “spaghetti all’assassina” che danno il titolo al libro nel quale l’autrice, con la sua ormai nota e amatissima ironia, ha creato un gioco di parole ad hoc.

Il profondo amore di Genisi per la “sua” Bari profuma e colora anche questa nuova storia, la città non ne è soltanto la location ma viene da lei “personificata”, permettetemi questa affermazione, ha un cuore pulsante che l’autrice riesce a descrivere e farci sentire grazie al suo straordinario stile narrativo che è ormai una cifra distintiva, una sorta di “marchio di fabbrica”, nel quale inserisce, con apparente nonchalance, frasi o parole del dialetto barese o creando neologismi sui generis.

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