Maria Luisa la Duchessa Infanta, di Nadia Verdile

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Premetto che amo la storia e anche le biografie, c’erano quindi già due buoni presupposti perché quest’opera di cui la giornalista e scrittrice Nadia Verdile mi ha fatto dono incontrasse i miei gusti; se poi la protagonista della biografia è una donna allora abbiamo fatto l’en plein perché come mi ha scritto nella dedica la Verdile ho “nell’anima amore per le donne”.

Prima di parlare del libro vorrei spendere una parola sulla veste grafica del suddetto (non l’ho mai fatto prima) perché “bazzicando” ormai da tempo tra correzioni di bozze e presentazioni mi sono fatta una certa esperienza di case editrici e di come si comportino; i miei complimenti più vivi, un dieci a lode merita la Maria Pacini Fazzi editore di Lucca per l’attenzione a ogni minimo dettaglio che rende il libro di Nadia Verdile, ancora prima di leggerlo, un piccolo gioiello da guardare e toccare come non mi era mai capitato di avere tra le mani.

E ora la storia di Maria Luisa narrata così abilmente e con così profonda cognizione di causa intrisa di tanta passione da Nadia Verdile oltre che con uno stile narrativo senza alcuna manchevolezza stilistica (qui parla la correttrice di bozze…) che attrae e avvince come un romanzo facendoci conoscere le tante facce di questa regnante che, come dice il sottotitolo, è stata “da Madrid a Lucca una Borbone sullo scacchiere di Napoleone” ma che riuscì nonostante tante traversie e sofferenze, dopo le innumerevoli peregrinazioni a cui fu costretta, a lasciare una traccia della sua creatività, intelligenza e voglia di pace a Lucca, patria dei suoi ultimi anni; lì “profuse ogni suo sforzo in un progetto politico di buongoverno ispirato alla saggezza alla clemenza e alla prosperità della cultura e delle arti”.

Concludo con le parole dell’autrice tratte dalle sue note di lettura: “due gli obiettivi: svestire dei panni misogini le fonti utilizzate e raccontare di una Borbone senza respirare i pregiudizi che su questa casata ancora esistono…ho ricostruito la vicenda umana e politica di una donna chiamata a gestire Stati, non più la gestrice di un potere e di un tempo assoluti ma una comparsa nello svolgersi della vicenda umana che attraverso le sue molteplici azioni di governo ha fatto di Firenze prima e di Lucca poi luoghi di cultura, talvolta avamposti di modernità. Poco importa se controcorrente e fiera della sua fede”: ringrazio Nadia Verdile per averlo fatto.

1 commento

  1. gRAZIE dANIELA PER QUESTA MAGNIFICA RECENSIONE. gRAZIE DAVVERO, DI CUORE!

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