Messina emergenza acqua

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CSbrVlEWsAAcsp5-klKE-U10601933854972eqF-700x394@LaStampa.itLa citta di Messina è da sei giorni senza acqua a causa di una frana che ha rotto una condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, all’altezza di Calatabiano (Catania). Ci si arrabatta con bottiglie e bidoni attingendo nelle uniche cisterne e fontane funzionanti in città, ma è il caos. E oggi arriva un’altra brutta notizia, il terreno continua a franare e secondo i vertici dell’Anam, che gestisce la rete idrica, impossibile ripristinare il danno almeno per altri cinque giorni. Altri smottamenti vicino alla condotta danneggiata hanno fermato i tecnici perché è stata nuovamente ricoperta dal fango, e bisogna ricordarlo che manca anche la strada d’accesso per arrivare al danno, in questo sud a rischio idrogeologico.

indexStremati i cittadini attendevano una buona notizia invece il disagio prosegue. E l’allerta meteo dei prossimi giorni non fa presagire nulla di buono. Piove tanto che la città è senz’acqua. Paradosso italiano.

Rabbia e sconforto si riversano sui social e l’opinione pubblica si accorge che Messina è silenziosamente paralizzata e ripiombata nel medioevo con il timore per la mancanza delle norme igieniche. Fiorello twitta:“Messina è senza acqua! Inaccettabile nel 2015! Si faccia qualcosa subito! Comune, Provincia, Regione, Governo”. E dalla Cina, impegnata sul set di un film, arriva anche il grido d’aiuto della Cucinotta: “Nel 2015 – scrive – non si può lasciare un’intera città senz’acqua per così tanto tempo. Immagino anziani, bambini, persone diversamente abili in preda al panico nel trovare rubinetti vuoti. Una situazione insostenibile, intollerabile, gravissima che merita attenzione e impegno serio e tempestivo da parte delle Istituzioni a Roma e Palermo”.

acquamessina-500x233In più nel caos generale c’è qualcuno che ci specula e ne approfitta per vendere acqua. Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ha chiesto l’intervento dello Stato e la proclamazione dello stato di calamità naturale. Si prospetta l’ipotesi di un by-pass tra l’acquedotto dell’Alcantara e quello di Fiumefreddo di Sicilia per risolvere l’emergenza, ma la rabbia è tanta perché l’acqua è un bene pubblico e come afferma il primo cittadino “deve essere a prezzo politico”. Una controversa storia alle spalle ha dato in concessione a una società mista a partecipazione anche privata l’acquedotto dell’Alcantara facendo salire i costi e così da tempo Messina è servita solo dall’acquedotto di Fiumefreddo che copre gran parte delle esigenze idriche cittadine fornendo l’80 per cento (1000 litri al secondo) dell’acqua necessaria alla città dalla sorgente di Fiumefreddo.

imagesDopo la frana dai rubinetti delle case non esce nulla e i cittadini sono costretti a rifornirsi con fusti e bidoni. Code lunghissime. Per ora chiuse scuole, università e uffici pubblici. Si cerca di porre argine alle difficoltà dovute all’interruzione della portata idrica con l’intervento continuo dei vigili del fuoco che aiutano soprattutto disabili e anziani che si muovono con difficoltà. Restano solo i pozzi in città ma serviranno per gli ospedali, le carceri e tutti i luoghi di pubblica sicurezza.

Una situazione esasperata che farà scattare i soliti rimpalli di responsabilità.

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