Bagheria si ribella al pizzo

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shutterstock_320947931-744x445Nella patria della mafia qualcosa si muove e va verso la legalità. Bagheria un comune in provincia di Palermo, dopo anni e anni di sottomissione alle prepotenti regole malavitose, oggi si ribella e dice NO. Trentasei commercianti denunciano i loro estorsori. Le indagini condotte hanno effettivamente portato alla luce una situazione di pesante pressione estorsiva e di conseguenza sono scattati i relativi provvedimenti cautelari nei confronti di capi e gregari del territorio mafioso di Bagheria, accusati, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, sequestro di persona e danneggiamento a seguito di incendio.

9a3cf08a1b08b014ae37d37ad15b341d-593x443Una svolta importante. Un messaggio rilevante.

Quando avevano iniziato a pagare c’era ancora la lira, dopo decenni di silenzio, strozzati dalle continue e ingorde richieste hanno cominciato a ribellarsi e stavolta nel modo giusto, rivolgendosi alle forze dell’ordine.

Inimmaginabile in un mondo omertoso. Una scelta coraggiosa che farà da apripista ai tanti altri imprenditori ancora sottomessi al giogo del “pizzo”. Il famoso “pizzo mafioso” che pretende una somma di denaro in cambio di una fantomatica protezione per non subire violenze, angherie e talvolta morte.

E’ un segnale che si comincia ad avere fiducia nello Stato e che i cittadini non vogliono più contribuire a Cosa nostra. Mai prima, tanti e insieme, si erano ribellati. È arrivata l’ora di comprendere che chi protesta ha lo Stato accanto. E’ un messaggio positivo che afferma che questa terra può cambiare e che Bagheria non è più Cosa loro!

imagesGli estortori colpivano con efficace precisione. Dall’edilizia a ogni attività economica locale. Un imprenditore era stato costretto a versare fino a tre milioni di lire al giorno, dopo minacce e soprusi, costretto a chiudere l’attività ha deciso di opporsi denunciando gli aguzzini. Un gesto seguito da altri trentacinque commercianti che a Bagheria feudo e rifugio, in latitanza, del padrino di Corleone Bernardo Provenzano vivevano nel terrore delle ritorsioni dell’organizzazione criminale. Un altro testimone ha avuto incendiato la casa e sequestrato un collaboratore domestico. Almeno altre cinquanta estorsioni nel vario scenario delle sottrazioni forzate sono state scoperte dai carabinieri di Palermo.

555555555555555555La mafia è ancora presente sul territorio, ma se si inizia a comprendere che è possibile non piegarsi, allora finalmente l’avido sistema mafioso si sgretola, e si fa un passo avanti conclusivo verso la normalità.

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