Il ministro o La ministra? La forma femminile nei titoli professionali

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Poco a poco le donne si sono assicurate ruoli professionali che erano precedentemente inottenibili. Poiché le posizioni importanti nel governo e nella società erano una volta riservate agli uomini molte lingue non hanno mai stabilito una forma femminile per certi titoli professionali. Come si adattano le lingue a questa nuova realtà? Nello spirito della Giornata Internazionale delle Donne noi di Babbel – l’app per imparare facilmente le lingue – abbiamo dato un’occhiata più da vicino alla forma femminile di titoli professionali in varie lingue.

Italiano e francese: il Ministro è incinta

In italiano il dibattito sui titoli e sui ruoli professionali come avvocato, ministro o architetto non è nuovo. Quasi 30 anni fa Alma Sabatini scrisse su questo tema nel suo “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” commissionato dai presidenti del consiglio del tempo.

Il fatto che questo documento sia ancora citato perfino oggi è indicativo del lentro progresso di questo tema. Una guida del 2014 edita da “GIULIA giornaliste” raccomandava di usare le descrizioni di ruoli professionali femminili come avvocata, ministra e sindaca allo scopo di evitare errori giornalistici da prima pagina come “Il ministro: sono incinta di due gemelli”. In qualche modo a sorpresa l’Accademia della Crusca, l’organizzazione ufficiale per la conservazione della lingua italiana, sta non solo incoraggiando questo cambiamento ma lo considera essenziale per lo sviluppo della lingua italiana.

Al contrario l’Académie française, l’organizzazione ufficiale per la conservazione della lingua francese, si oppone alla “femminilizzazione” di tali termini. La parola “ministro” sarà preceduta dalla parola “madame” (le buone maniere vengono prima, dopotutto) ma rimarrà un nome maschile creando un curioso ibrido “madame le ministre”. Un uso diverso si trova in Quebec, comunque, dove il doppio genere, maschile e femminile, è sanzionato per le professioni da una legge approvata nel 1979.

Il Cancelliere e il Ministro: forme femminili in tedesco e in spagnolo

Queste due lingue non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra e tuttavia hanno qualcosa in comune: hanno ruoli professionali per entrambi i sessi. In spagnolo sia il maschile –o è rimpiazzato con una –a come in ministro/ministra sia una –a viene semplicemente aggiunta alla fine della parola come in juez/jueza (giudice). Similarmente in tedesco è generalmente sufficiente aggiungere – in a una parola per rendere il ruolo femminile. La donna più importante della politica tedesca, Angela Merkel, è semplciemente “die Bundeskanzlerin”. C’è anche uno spostamento verso una lingua di genere neutro: sta aumentando l’uso di “Bedienung (service)” invece di “Kellner” e “Kellnerin” (cameriere e cameriera).

Inglese e Svedese: dalla forma neutra al terzo sesso

Neutralità: sembra essere una caratteristica non solo della Svizzera, almeno da una prospettiva grammaticale. In inglese le parole precedute dall’articolo generico “the” non hanno alcuna connotazione di genere e sono percepite come neutre. Le professioni seguono lo stesso schema e sono generalmente applicabili a entrambi i generi. “Minister” è solo un titolo applicato senza discriminazioni sia agli uomini che alle donne.

La lingua svedese va un passo oltre. Attualmente esistono solo due generi grammaticali – uno neutro e uno che comprende maschile e femminile (prima questo genere era distinto tra maschile e femminile). Questo desiderio di unire i due generi si riflette anche nei ruoli professionali che hanno usualmente una forma generica seguendo l’esempio inglese. Per le professioni che avevano forti connotazioni maschili o femminili nel passato sono stati creati neologismi che sono simili a quelli tedeschi. Un’eccezione curiosa: nonostante tutta la “neutralizzazione” ci sono ancora professioni che hanno un solo genere. “Sjuksköterska (infermiere/a), per esempio, è usato anche per gli uomini.

http://blog.babbel.com/il-ministro-o-la-ministra-feminine-form-professional-job-titles/

 

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