Teatro Eliseo: un Ivanov tutt’altro che “noioso”

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imageNoia, tanta noia, ancora noia. Si tratta di un tema ricorrente nelle opere di Anton Cechov: l’autore scandaglia spesso l’animo e la mente dell’uomo per comprenderne sino in fondo meccanismi e pulsioni che portano l’essere umano a ricercare stratagemmi ed escamotage  per provare a sfuggire alla routine quotidiana. E’  ciò che accade anche nell’ambito della trama di Ivanov,  lavoro proposto dal 3 al 15 novembre sul palcoscenico del teatro Eliseo di Roma con la produzione Fondazione Teatro Due e teatro Stabile di Genova.

Efficace ed incisiva tanto la regia del giovane, ma già pluripremiato, Filippo Dini quanto la sua personale interpretazione sulla scena del personaggio principale. Un possidente terriero dal passato illustre ma dal presente assolutamente “piatto” e da un futuro incerto e senza stimolanti prospettive. Nulla sembra poter scalfire la sua mediocre esistenza: non ama più la moglie Anna, che per seguirlo ha abbandonato la sua famiglia e la sua religione, e non si scompone più di tanto neanche al cospetto della tisi che colpisce la consorte; non mostra alcun interesse verso le sorti economiche delle sue terre, non si lascia distrarre, almeno in un primo momento,  neanche dalle profferte amorose della giovane Sasa, figlia di facoltosi vicini.  Un’esistenza grigia che si colloca nel contesto sociale in cui vive nel quale sono il cinismo, il profitto, l’interesse personale che prevalgono su altri valori ed ideali.

In un crescendo di emozioni e di passioni, a seguito della morte della moglie, Ivanov sembra trovare il bandolo della matassa per provare ad invertire la rotta e dare un perché alla sua vita. Il matrimonio con la giovane pretendente potrebbe davvero risollevare le sue sorti, anche economiche, ma si tratta di mera apparenza. La lucida “follia” che ha ormai invaso la sua mente porta al naufragio del nuovo progetto di vita, anche a causa dell’intervento meschino di chi si professa onesto e sincero sino al midollo. Il suicidio del protagonista si rivela come l’unica possibile tragica conclusione di un’esistenza sofferta.

Accanto a Dini si sono messi in luce anche gli altri validi componenti del cast: Sara Bertela’, Nicola Pannelli, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Valeria Angelozzi,  Ivan Zerbinati,  Ilaria Falini e Fulvio Pepe.

 

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