Chi ha paura del gender?

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Inizio citando alcune frasi tratte dalla prefazione di Vincenzo Varagona “Paola presenta, in modo semplice e sobrio, la letteratura esistente da decenni sull’argomento…l’obiettivo è…quello di offrire strumenti, chiavi di lettura…” e ancora “questo lavoro tenta di mettersi al riparo da pregiudizi culturali per illustrare temi ai più sconosciuti…ci aiuta, anche, a superare luoghi comuni diffusi da anni…” per concludere con “pari opportunità non significa che l’uno/a debba rincorrere l’altro/a ma che si riesca a porre le basi per una cultura che arrivi a prevenire azioni di discriminazione e prevaricazione”.

Paola Petrucci, da molti anni Consigliera di Parità per la provincia di Ascoli Piceno e dal 2011 Consigliera di Parità per la regione Marche, riesce, in modo semplice e diretto, a parlarci del “gender”, termine che troppo spesso viene usato a sproposito. Questo suo piccolo e agevole manuale è rivolto ai genitori, alle e agli insegnanti, alle educatrici e agli educatori, a tutti coloro che vogliono capire meglio questa tematica.

Dopo aver dato alcuni brevi cenni sulla storia dell’utilizzo del termine Petrucci enuncia “il genere non ha una valenza oggettiva ma soggettiva in quanto ha una grande componente psicologica e sociologica” perché “è la rappresentazione sociale e culturale del sesso ossia rispecchia il modello culturale a cui ci riferiamo quando parliamo di una donna o di un uomo”. E più oltre scrive “l’identità di genere è il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere ossia la consapevolezza interiore che porta a dire io sono uomo o io sono donna”.

Sul pensiero sessista Petrucci dice “…il pensiero sessista (è) l’attribuzione di un disvalore o di un valore negativo alle abitudini o alle preferenze sessuali di una persona”. Per quel che attiene al linguaggio di genere l’autrice, dopo aver accennato a George Orwell e ad Alma Sabatini, scrive “cambiare il linguaggio significa modificare il modo di pensare ed operare una vera e propria rivoluzione culturale”.

E concludo con un’ultima citazione dal capitolo sulle discriminazione di genere “le discriminazioni di genere consistono in un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza a un genere. Il concetto di parità e. quindi, di non discriminazione è sancito dall’art. 3 della Costituzione italiana…”.

Ringrazio Paola Petrucci per questo suo prezioso contributo a una tematica così attuale e sentita.

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