Sicilia assetata

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Foto Andrea Di Grazia/Lapresse 29-10-2015 Messina cronaca La città di Messina senz'acqua, gli abitanti fanno rifornimento con le autobotti Photo Andrea Di Grazia/Lapresse 29-10-2015 Messina (IT) news The city of Messina without water, residents are filling with water tankers

Dopo Messina l’incubo della mancanza di acqua potabile si estende anche ad altre città della Sicilia. Ora è la volta di Enna, Catania e di altri tredici Comuni che si trovano da giorni senza approvvigionamento idrico. La grande sete avanza, colpa delle continue e copiose piogge delle scorse settimane, che hanno causato infiltrazioni nelle condutture, che si sono intasate di fango rendendo imbevibile il prezioso bene. Il “potabilizzatore” della diga Ancipa è deteriorato dal maltempo dei giorni scorsi. La società Acqua Enna, che gestisce il servizio nel capoluogo, ha comunicato che in città l’erogazione idrica non si normalizzerà ancora per alcuni giorni.

Una perdita sulla rete idrica dell'AMAM a Messina, 29 ottobre 2015. ANSA/Gianluca Rossellini

A Messina dove l’acqua manca oramai da diciassette giorni proseguono incessantemente i lavori di ripristino per risolvere la situazione. Finalmente arrivano i tubi speciali in acciaio che si allacceranno a quelli flessibili per risolvere il problema della falla a Calatabiano e che permetteranno di scavalcare il costolone interessato dalla frana. Nel frattempo la città si trova in grave crisi idrica da troppi giorni, i cittadini sono disperati e sono molte le persone in coda quotidianamente per rifornire i propri bidoni perché l’acqua continua ad essere erogata a singhiozzo, solo in alcuni quartieri e solo per poche ore.

E’ il disastro siciliano, i rubinetti sono secchi e il paradosso è che la causa non è la siccità a provocare guai come avveniva in un passato ormai lontano, ma le abbondanti piogge. Cioè, prima mancava l’acqua, ora è troppa, e causa i danni che impediscono di avere l’acqua. Un cane che si morde la coda.

timthumb.phpCambiano le cause ma i disagi restano costanti in questa terra baciata dalla natura e dimenticata dalle Istituzioni. Isolati e fanalino di coda in un ’Italia che si pavoneggia nell’Expo e che vuole l’alta velocità. A questo popolo che grida forte la propria dignità, troppe volte considerato unicamente come un comodo rifornimento di voti, sfruttato fino al midollo, dall’economia bloccata da tempo e messa in ginocchio dai giochi di potere, afflitta da mafia ed abusivismo, violentata da inesistenti piani infrastrutturali non resta che attendere una nuova classe politica. Arduo predire uno scenario futuro per tutta un’Italia scossa dalla crisi, dal salasso Monti e da un ventennio di malgoverno berlusconiano, figuriamoci per questa gente che solo di tanto in tanto grida la propria protesta riconfermando l’onore e la fierezza che li contraddistingue.

Sicilia-assetata-di-sangueAl momento, la situazione nell’isola dimenticata, tarda a tornare alla normalità e per ora tutti dipendono dalle autobotti.

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