Nuovo naufragio

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grandeAncora una tragedia del mare. Chi tentava la fuga verso la salvezza ha trovato la morte nelle acque della costa turca. Tante le parole scritte e dette in questi ultimi tempi per testimoniare la disperazione di chi tenta il tutto per tutto per trovare un futuro diverso da fame, guerra e miseria e ancora siamo qui a testimoniare un altro episodio di morte.

5555555Sognavano una nuova vita, ma quel sogno è naufragato velocemente. Era notte quando è iniziata la loro avventura. Il barcone carico di profughi, ha iniziato subito a imbarcare acqua, ma la sponda era vicina, solo 10 chilometri, e allora si rischia, si va avanti. Tutti diretti verso l’isola greca di Lesbo, la nuova porta europea. Hanno fretta di approdare. Purtroppo in quei pochi chilometri il barcone si rovescia e per quattordici di loro nulla da fare. Tutti morti annegati. Tra le vittime, sette i bambini che non sapranno mai cosa avrebbe rappresentato vivere un futuro nel mondo occidentale. Dall’inizio dell’anno, gli arrivi via mare in Grecia sono stati oltre 580mila, di cui 454 i migranti morti o scomparsi nelle acque e di cui nessuno sa più nulla. Non si possono ignorare. Tutti questi morti sono il frutto di populismi, razzismi e dell’inattività delle istituzioni europee.

imagesNonostante il continuo aumento di richieste di asilo e il continuo arrivo di migranti, le soluzione politiche non si vedono ancora spuntare all’orizzonte europeo, e comunque non è certo quella di innalzare i muri, come sta per fare lungo i propri confini anche la Slovenia. Un muro in più ci mancava. Dopo l’Ungheria è la Slovenia, che per respingere il flusso di immigrati ha deciso di avviare la costruzione di una barriera. Nel frattempo la Finlandia prepara tende e container da camion per ospitare i rifugiati in arrivo dalla Russia e a Malta un nuovo vertice europeo straordinario.

migranti-mare-535x300Dobbiamo fermarci e riflettere che la scelta di scappare scavalca i muri, i blocchi alle frontiere o i controlli. Chi sceglie la morte in mare non verrà fermato dai vertici o dalle politiche europee e questo è un problema destinato a non scomparire. Rimane lì, non serve voltare la faccia dall’altra parte, ritorna con le sue tragedie a scuotere le coscienze, fatale come la disperazione che li mette su quei barconi.

Sul tema dell’immigrazione non bastano le parole, servono decisi progetti politici di accoglienza e di integrazione. Servono risposte concrete e urgenti alla carneficina in atto nel Mediterraneo. E’ necessario lavorare insieme per collaborare e contribuire al nuovo cambiamento epocale che ci sta coinvolgendo, bisogna prendere atto453a30b9b3f06a32870f6a70670041b8-024-U43030410509211NXH-U43130413365359hGI-593x443@Corriere-Web-Nazionale della nuova realtà, non è ammissibile pensare di sciogliere i problemi umani con fili spinati e muri. E come storia insegna, i muri non risolvono anzi creano altre problematiche…

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